L’istituto musicale ha citato gli enti davanti al Tar

16 Luglio 2017

«Il Braga è un’istituzione prestigiosa, gli enti l’hanno tenuta su fin a quando hanno potuto, ma adesso non possono più». Anche il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino (nella foto), dopo il...

«Il Braga è un’istituzione prestigiosa, gli enti l’hanno tenuta su fin a quando hanno potuto, ma adesso non possono più». Anche il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino (nella foto), dopo il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi e quello di Giulianova Francesco Mastromauro, risponde picche all’istituto musicale che reclama il pagamento di due milioni per vecchi debiti non saldati dagli enti finanziatori. Una richiesta che si è tradotta in un’azione legale: il Braga infatti ha citato in giudizio davanti al Tar i due Comuni, la Provincia e la Regione. L’amministrazione comunale di Giulianova ha giò deliberato di resistere in giudizio; lo stesso faranno il Comune e la Provincia di Teramo. «Anche volendo», continua Di Sabatino, «non potrei fare niente perché la cultura non è più una funzione in capo alla Provincia. Se adesso il Braga vuole fare questa azione legale la facesse pure; personalmente ritengo che noi non dobbiamo pagare». La Provincia versava 400mila euro all’anno per il sostegno al l’istituto musicale : «Li abbiamo pagati fino a che il bilancio ce lo permetteva, ma adesso non possiamo pagare più. Non era un contributo obbligatorio. Dopo di che è arrivata la statizzazione e allora se ne occupi lo Stato». Il problema del Braga, al di là del contenzioso in corso sui debiti pregressi, è proprio la statizzazione monca: l’istituto è dello stato ma l’onere del finanziamento resta a carico degli enti locali e della Regione che non hanno più le possibilità di bilancio per continuare e a fare fronte a questa spesa e infatti hanno impugnato il decreto e il procedimento è ancora in corso. Per quanto riguarda i due milioni la posizione del presidente del Braga Sergio Quirino Valente è netta: «Ci sono pendenze pregresse, del periodo precedente alla statizzazione del 2015 dovute all’inottemperanza da parte degli allora enti finanziatori».