L’Italia ricorre contro la Ue per il salvataggio della Tercas
TERAMO. L'Italia ha fatto ricorso alla Corte di giustizia europea sul caso Tercas. Il ricorso riguarda il provvedimento della Commissione Ue che ha bloccato l'intervento del Fondo interbancario di...
TERAMO. L'Italia ha fatto ricorso alla Corte di giustizia europea sul caso Tercas. Il ricorso riguarda il provvedimento della Commissione Ue che ha bloccato l'intervento del Fondo interbancario di tutela del depositi (Fitd) nel salvataggio di Tercas perché considerato aiuto di Stato. L'intervento è stato poi sostituito con uno analogo del nuovo fondo volontario per 265 milioni. Anche il Fitd, starebbe per presentare un ricorso, già deliberato da tempo. L'impugnazione potrà servire a fare chiarezza in materia di aiuti di Stato, anche dopo un recente parere dell'avvocato generale della Corte di giustizia Ue secondo cui «non è vincolante per gli Stati» la comunicazione 2013 della commissione sulle banche, quella che aveva sancito il principio del burden sharing (perdite estese ad azionisti e detentori di obbligazioni subordinate) applicata, peraltro, anche nel salvataggio delle quattro banche (Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti). «Esprimo viva soddisfazione per la decisione dell'Italia di fare ricorso alla Corte di giustizia europea sul caso Tercas. Avevamo a tempo debito criticato la eccessiva discrezionalità della Commissione europea, mai a favore dell'Italia». Lo afferma il presidente Abi Antonio Patuelli, che aggiunge: «Credo in una Unione Europea di diritto, con regole identiche applicate coerentemente e senza eccessiva discrezionalità. Confido che finalmente così per via giudiziaria europea si faccia chiarezza sia sul caso Teramo sia in linea di principio».
La Commissione europea potrà presentare un contro-ricorso entro il termine di due mesi: in questo caso l’Italia avrà facoltà di replicare e successivamente la controparte potrà depositare una contro-replica. È quanto ricorda il Mef in merito al ricorso presentato sulla vicenda Tercas. Conclusa questa fase di scambio documentale, che potrebbe impiegare circa 4 mesi, si dovrà attendere la convocazione dell'udienza da parte del tribunale.

