L’obiettivo della Team: diventare punto di riferimento provinciale

D’Alberto: «La società dovrà essere ristrutturata e insieme proporsi per un raggio d’azione più ampio» Il neo presidente Saccomandi: «C’è da lavorare per migliorare i servizi, ma non parto da zero»
TERAMO. In attesa che le nomine vengano ratificate dall’assemblea, che dovrebbe tenersi tra qualche giorno, i nuovi vertici della Teramo Ambiente ieri hanno incontrato il sindaco Gianguido D’Alberto per un primo colloquio sulle priorità da affrontare e gli obiettivi della società di servizi, diventata tutta di proprietà del Comune. E si tratta di obiettivi ambiziosi, come tiene a rimarcare D’Alberto: «La Team dovrà muoversi su un doppio binario. Uno è la ristrutturazione dell’organizzazione aziendale, con una razionalizzazione dei costi che già abbiamo avviato nella fase di transizione, tagliando le consulenze inutili e le esternalizzazioni di alcuni servizi. Questo obiettivo passa per il piano industriale da adottare entro l’anno. La macchina Team va ottimizzata e sicuramente questo toccherà anche il personale, nel senso che dovrà essere corretto il rapporto tra impiegati e operai: questa è una società che deve dare servizi ai cittadini e il modello non può essere certo quello del Ruzzo». Ma per il sindaco «l’aspetto più importante è la prospettiva: la Team non dev’essere più solo una multiservizi del Comune di Teramo ma un soggetto di riferimento nella gestione dei rifiuti nell’intera provincia. La Team nasce in house proprio in prospettiva di aprirsi a una gestione provinciale, nella logica della costituzione dell’Agir (la società regionale di gestione dei rifiuti, ndr) che prevede un coordinamento unico e dei subambiti provinciali, ma soprattutto costituisce una proposta di gestione pubblica». È chiaro che Team dovrà confrontarsi con gli altri soggetti che operano nel campo in provincia, dal consorzio Mote alla Poliservice al Piomba-Fino. «Non sarà un percorso semplice», continua D’Alberto, «ma si deve aprire una nuova stagione che metta da parte campanilismi e giochi di potere a beneficio dei cittadini. Deve finire la logica degli orticelli, la parcellizzazione delle gestioni non aiuta. Vanno allargati gli orizzonti».
Sulla scelta di Sergio Saccomandi come presidente e di Giovanni Mattucci a capo dei revisori D’Alberto dice: «Saccomandi viene da incarichi di rilievo nel Mote, che è una società in house, e prima è stato in Team Tech: quindi abbina alla solidità professionale la conoscenza di società che operano in questo settore. Quanto a Mattucci, oltre alla professionalità conta il fatto che la sua rinuncia alla presidenza Team, nel 2017, ha segnato la svolta, è stata la ribellione a un certo sistema».
Saccomandi commenta così la nomina: «Mi dà molta soddisfazione e anche un brivido, la Team è la società partecipata più importante della provincia. Team è nei servizi d'igiene da vent'anni, sicuramente troverò professionalità forse più competenti di me. Quello che posso apportare è la mia piccola esperienza per migliorare quello che si può migliorare, avrò un approccio in punta di piedi. Di sicuro i veri protagonisti sono i dipendenti che stanno in strada, il cuore della società è il centro di Carapollo. Cercherò in tutti i modi di pungolare perché quello che era fatto bene venga fatto benissimo. Se sono previste ripercussioni sull’organico? No, ma naturalmente l'approccio cambia. Ritengo che tutti i ragazzi che sono in strada per svolgere un servizio pubblico siano dei pubblici ufficiali, e questo comporta degli obblighi. In realtà non so se ci sarà un cambiamento, perché sono già bravissimi: sicuramente io chiederò un rigore da pubblici ufficiali. La situazione dei servizi? C’è tanto da fare, tanto da lavorare, anche se non parto certamente da zero. Ci metterò tutta la mia buona volontà».
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