L’odissea di Liberati continua
Rinviata al 25 giugno la sentenza per il motorista della Idra Q. bloccato in Gambia
MARTINSICURO. Continua l'odissea in Gambia del motorista della Idra Q. Massimo Liberati di San Benedetto del Tronto, ormai da quattro mesi trattenuto nella nazione africana per accuse che non sono mai state precisate ufficialmente. Si prospettava un inizio settimana in cui la vicenda giudiziaria del marittimo marchigiano poteva concludersi, ed invece niente. Lunedì scorso Liberati si è presentato davanti al giudice di Banjul per la prima udienza che si è tenuta regolarmente. Ieri si doveva ripresentare davanti al giudice e c’era la convinzione che si potesse andare a sentenza, chiudendo così una storia che si trascina da molto tempo. Invece, niente: l'udienza è stata rinviata al 25 giugno. Era il 25 febbraio quando la motonave Idra Q. della Italfish di Martinsicuro fu sequestrata dalla marina del Gambia e scortata nel porto della capitale. Il sequestro era dovuto al fatto che le reti da pesca erano più strette di alcuni centimetri rispetto a quelle previste. Poi la lunga trattativa e il rilascio della nave e dell'equipaggio, con il solo Liberati rimasto in una sorta di "soggiorno obbligato" nella capitale Banjul. Ha conosciuto le dure carceri del paese africano prima di essere trasferito in un albergo della capitale. Adesso è libero di girare e usare gli strumenti di comunicazione ma non può lasciare il paese in quanto gli è stato sequestrato il passaporto. A supportarlo in questo calvario giudiziario una donna avvocato messa a disposizione dalla società armatrice dell'imbarcazione.
Sandro Di Stanislao
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