L’opposizione boicotta il primo “question time”

29 Luglio 2023

Roseto, deserto il consiglio dedicato alle interrogazioni a risposta immediata Di Giuseppe e Ginoble: «I nostri quesiti andavano discussi in seduta ordinaria»

ROSETO. Boicottaggio da parte dei consiglieri di opposizione, su tutti Teresa Ginoble e Francesco Di Giuseppe, per il primo “question time”, una delle novità inserite dall’attuale amministrazione nel nuovo regolamento del consiglio comunale, che consiste in una seduta speciale dove consiglieri, ma anche associazioni, possono presentare interrogazioni a risposta immediata. Giovedì sera i banchi dell’opposizione sono rimasti vuoti (non c’era nessun consigliere di opposizione, ma Ginoble e Di Giuseppe erano i due proponenti delle tre interrogazioni), e la presidente del consiglio comunale Gabriella Recchiuti non ha potuto far altro che dichiarare deserta la seduta.
Erano previste due interrogazioni di Di Giuseppe, una sull’aumento delle strisce blu e l’altra sulla gestione di Roseto Opera Prima, e la terza di Ginoble sulle strutture sanitarie. I due consiglieri spiegano il motivo per il quale non si sono presentati. «Il regolamento del nuovo consiglio comunale parla chiaro e non può essere interpretato», dicono Ginoble e Di Giuseppe, «le nostre interrogazioni, alcune delle quali sono state presentate lo scorso maggio come quella sui parcheggi a pagamento, sono interrogazioni a risposta orale e dunque consiliari, per cui non possono essere inserite nel cosiddetto question time come ha deciso l’amministrazione Nugnes». Lo scontro tra l’attuale presidente del consiglio comunale Gabriella Recchiuti e la consigliera Teresa Ginoble, presidente del consiglio comunale nella precedente amministrazione, si inasprisce sempre di più. Recchiuti, infatti, ha definito la Ginoble «istituzionalmente scorretta» per non essersi presentata alla seduta, e Ginoble non l’ha presa molto bene. «Io e Di Giuseppe, martedì sera, abbiamo inviato una Pec spiegando perché non abbiamo accettato l’inserimento delle nostre interrogazioni nel question time», aggiunge Ginoble, «abbiamo due differenti vedute, è chiaro, ma non accetto di essere etichettata così».
Ieri , poi,c’è stata una seduta di consiglio particolarmente accesa. La discussione dei punti, infatti, è stata sopraffatta dal duro scambio di accuse tra il consigliere di Fratelli d’Italia Francesco Di Giuseppe e l’assessore Francesco Luciani. In uno dei suoi interventi, il consigliere di Fratelli d’Italia ha tirato fuori il libro scritto da Luciani “Tato. Il Robot imbranato”, alludendo a un «doppio lavoro» di Luciani, e poi ha chiesto chiarimenti sull’affidamento della progettazione per la nuova scuola Fedele Romani alla ditta milanese Advanced Engineering srl che, tra i suoi architetti, annovera Chiara Menaguale, la compagna di Luciani. «Per me c’è un palese conflitto di interessi», ha detto Di Giuseppe, ma per Luciani non è così. Quest’ultimo, dopo essersi preso del «ridicolo» da Di Giuseppe, ha affermato che «la cultura non fa per Di Giuseppe». Il consigliere di Fratelli d’Italia ha così elencato tutte le attività culturali avviate da lui in questi anni.
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