L’opposizione: «Ferragosto senza niente»

Casa Civica: «L’amministrazione non si è presa responsabilità». Marcone: «I fuochi si potevano fare»
ROSETO. «Sarà un Ferragosto a dir poco sottotono quello che i rosetani e i turisti si apprestano a passare a Roseto». Non risparmia le critiche il gruppo di Casa Civica, che fa riferimento al consigliere Mario Nugnes, all’amministrazione comunale per l’annullamento totale degli eventi che hanno sempre caratterizzato il 15 agosto rosetano, in particolare i fuochi d’artificio e la processione in mare delle barche. «Quest’anno l’amministrazione, a differenza di molte altre, ha deciso di non correre rischi», continua la nota di Casa Civica, «e di non cercare soluzioni alternative ma di annullare tutto e non fare nulla. Questo è grave e inaccettabile per una città turistica». Sarà un Ferragosto senza fuochi d’artificio senza processione così come in molte altre località in questa estate segnata dal Covid. «L'amministrazione ha fatto la scelta più facile», aggiunge Christian Aceto, «ossia non organizzare nulla. Non ci si può nascondere dietro il pericolo di assembramenti e non prendersi alcuna responsabilità. Chi amministra dovrebbe saper gestire, non vietare. Anche perché alla fine gli assembramenti ci sono continuamente e ovunque, al luna park, in spiaggia, sul lungomare, nei lidi e nei locali». Casa Civica inoltre critica la scarsa attenzione sul territorio. «Il cantiere lasciato ancora in piedi in via Thaulero non fa certo onore al lavoro di riqualificazione della zona», prosegue la nota di Casa Civica, «ed è inconcepibile che sul lungomare centrale ci siano accatastate ancora le impalcature e il materiale del cantiere. Il messaggio che lanciamo ad alta voce alla città è che fortunatamente il 2021 si avvicina e un cambio di passo sarà presto possibile».
Critiche anche dal consigliere d’opposizione Angelo Marcone. «L’ultimo ferragosto dell’amministrazione Di Girolamo-Ginoble», afferma Marcone, «non poteva che essere allineato allo stile di questi quattro anni e mezzo di mandato. Il sindaco infatti decide di non decidere, e insieme al centrosinistra priva la città di una delle tradizioni che l’hanno resa celebre nella sua storia, quella dei fuochi pirotecnici». Secondo Marcone bastava chiedere a cittadini, turisti e operatori maggiori responsabilità nel rispettare le norme anticovid. «Potevano essere previsti dei punti collinari per vedere i fuochi», conclude, «basta organizzarsi e volerlo».(l.v.)
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