L’opposizione: «Sul teatro l’indagine era necessaria»

2 Agosto 2024

TERAMO. Le accuse, la replica, la contro replica. Una partita a tennis quella che si sta giocando fra opposizione e maggioranza sulla vicenda del teatro comunale dopo il “no” in consiglio comunale...

TERAMO. Le accuse, la replica, la contro replica. Una partita a tennis quella che si sta giocando fra opposizione e maggioranza sulla vicenda del teatro comunale dopo il “no” in consiglio comunale all'istituzione di una commissione di indagine per approfondire l'iter che ha portato all'avvio dei lavori e in particolare alla sentenza del Tar. Sentenza che, su ricorso del negozio Sottosopra che occupa i locali al pian terreno del teatro, ha condannato il Comune di Teramo per aver revocato a dicembre scorso al privato il rinnovo della concessione degli spazi accordato appena sei mesi prima.
Un via libera, quello di luglio 2023, giunto nonostante l'ente avesse già la certezza dei fondi del Pnrr (10 milioni) per avviare la riqualificazione dell'edificio. La ricostruzione documentale del Tar ha portato alla sentenza di condanna del Comune per 700mila euro a favore dell'attività commerciale. Poi fra le parti è sopraggiunto un accordo che, a fronte di un indennizzo di 400mila euro, ha chiuso il contenzioso dando di fatto il via allo sgombero dei locali e all'apertura del cantiere. I gruppi di opposizione avevano però chiesto di approfondire la vicenda con una commissione, incassando il “no” del consiglio comunale. Da qui la conferenza stampa per annunciare la volontà di rivolgersi alla magistratura e la replica della maggioranza che ha stigmatizzato il ricorso ad esposti da parte dell'opposizione. Questa oggi torna alla carica e ribatte chiedendo in primis se la nota diramata a firma dei “gruppi consiliari di maggioranza” fosse stata effettivamente condivisa da tutti i consiglieri, e ne criticano i contenuti che non darebbero risposte nel merito. L'opposizione rileva inoltre una lettura errata, da parte della maggioranza, della possibilità costituzione di una commissione di indagine «che dimostra come non abbia conoscenza e contezza neanche delle norme che essa stessa si è data. È sufficiente, infatti, prendere in esame l’articolo 30 dello Statuto Comunale per comprendere come la richiesta dei consiglieri di opposizione risulti corretta, legittima, dovuta e formulata ad esclusiva tutela dei cittadini teramani», scrivono i gruppi di minoranza. «Detto ulteriore grave comportamento rafforza la nostra convinta adesione all’invito proveniente dalla maggioranza di rivolgerci alla competenti Autorità, nessuna esclusa, (Procura della Repubblica, Corte dei Conti) a tutela della democrazia, della trasparenza, della verità, della partecipazione e dei cittadini. Avremmo voluto discutere di tutto ciò all’interno del consiglio comunale ma la paura e l’arroganza della maggioranza non ce lo hanno consentito. Siamo pronti», concludono i consiglieri di opposizione. (v.m.)