L’ordinanza anti-prostituzione resta ma verrà modificata

Controguerra, dopo la sentenza del giudice di pace che ha annullato la multa a un presunto cliente il sindaco si affida a un consulente per rivedere il provvedimento che vieta di contrattare sesso
CONTROGUERRA. L’ordinanza che vieta la contrattazione di prestazioni sessuali resterà comunque in vigore, seppur rivista negli aspetti giuridici. La sentenza del giudice di pace di Teramo che ha dato ragione a un ricorrente che era stato sanzionato per 500 euro dalla polizia locale perché trovato in compagnia di una prostituta ha fatto drizzare le antenne al Comune di Controguerra. Il sindaco Franco Carletta è deciso ad andare avanti perché ritiene che il decoro, la sicurezza e la tutela di tutti abbiano prevalenza. Arginare il fenomeno della prostituzione, dietro cui si celano spesso la criminalità organizzata e lo sfruttamento, è un obiettivo che l’ordinanza fin dai suoi esordi (2006) ha cercato di raggiungere. Ma il primo cittadino di Controguerra sa anche che dispone di un potere limitato, per cui l’ordinanza che ha di recente rinnovato sarà rivista e a breve diventerà esecutiva applicando le modifiche che saranno prescritte. Il provvedimento è al vaglio anche del prefetto di Teramo Graziella Patrizi. L’amministrazione comunale di Controguerra probabilmente darà valore temporaneo alla nuova ordinanza: non più annuale ma semestrale; e, in base alle indicazioni che darà il consulente del Comune, un legale esperto di diritto amministrativo, rivedrà le premesse e l’aspetto sanzionatorio.
Alcuni giorni fa, il giudice di pace di Teramo aveva cancellato la sanzione da 500 euro inflitta ad un cittadino della Val Vibrata sorpreso con quella che la polizia locale riteneva essere una prostituta. Il giudice non togato aveva accolto la tesi difensiva sostenendo che non vi fosse la prova che il cliente stesse consumando sesso, che non era stato dimostrato lo scambio di denaro per la prestazione e che, addirittura, l’incontro tra la donna e il presunto cliente non si era consumato sulla pubblica via ma in un’area privata. Per questo la sanzione di 500 euro prevista dall’ordinanza del sindaco di Controguerra che vieta la contrattazione di prestazioni sessuali era stata cancellata. Scrive il giudice nelle motivazioni del provvedimento: «Non risulta dagli atti di causa che vi sia stato un rapporto sessuale caratterizzato dal meretricio, non essendo stata fornita la prova da parte dell’amministrazione comunale, della dazione del denaro. Lo stesso ricorrente, in sede di interrogatorio formale, sosteneva di avere una relazione con la donna e di voler ufficializzare il loro rapporto. Né si può rinvenire l’intralcio alla circolazione stradale di cui alla ratio dell’ordinanza sindacale in quanto la vettura con a bordo la signora e l’attore (il ricorrente, ndc) si trovava in luogo privato non aperto al pubblico passaggio». I legali dell’uomo avevano fatto leva proprio su questa serie di considerazioni.
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