L’orgoglio della destra per il “suo” Morra

14 Maggio 2018

Alla presentazione della lista di Fratelli d’Italia il partito rivendica il vanto di avere espresso il candidato sindaco di Teramo

TERAMO. Pochi riferimenti al programma, molti alla crescita del partito, e soprattutto l’orgoglio di avere espresso il candidato sindaco del capoluogo. Entusiasmo a mille, ieri mattina, nella sede elettorale di Giandonato Morra, per la presentazione della lista di Fratelli d’Italia, partito di cui è coordinatore regionale. E a solennizzare l’importanza politica non solo locale di questa candidatura c’è anche il capogruppo alla Camera di Fd’I Fabio Rampelli, al quale i presenti perdonano volentieri quel “teramesi” con cui un paio di volte si rivolge ai candidati e ai militanti che affollano la sede di corso San Giorgio.
“Morra sindaco”, la scritta che campeggia sopra al tavolo, ha già il sapore di una vittoria per un partito di destra, in un città che, come sottolinea l’ex capogruppo consiliare Raimondo Micheli, di nuovo candidato consigliere, «che ha sempre manifestato una resistenza verso gli uomini della destra». Micheli poi raccomanda di «tenere bassi i ton in campagna elettorale», sottolineando che bisogna «tornare a coinvolgere i cittadini perché in questa città c’è disinteresse verso la politica». E non si nasconde dietro a un dito quando dice che «il destino di Teramo non può essere quello che stiamo vedendo» e che la responsabilità di tale situazione «è un po’ di tutti»; il sottinteso è che anche Fratelli d’Italia ha qualcosa da farsi perdonare, visto che ha condiviso per buona parte il cammino di un’amministrazione che si è poi rivelata al di sotto delle aspettative.
Il candidato sindaco fa un discorso, come si diceva, poco programmatico e molto politico. Se ce ne fosse ancora bisogno, visto il clima euforico, Mora fa salire il tasso di entusiasmo dei militanti quando rimarca che «Fratelli d’Italia ha aumentato il suo peso elettorale, che però non rispecchia ancora il favore che abbiamo tra la gente». Poi ammette di avere provato una forte delusione per la mancata elezione al Senato, sfumata per le contorsioni del meccanismo elettorale, aggiungendo poco dopo che «nella vita ci sono vittorie e ci sono sconfitte, ma nella nostra parte politica sono mancate vittorie». La chiosa a questa frase la dà, non senza un eccesso di enfasi, l’applauditissima e agguerrita Marilena Rossi, dirigente locale e componente della direzione nazionale del partito quando si rivolge a Morra dicendogli che anche lei è rimasta delusissima per la mancata elezione, ma poi, da fervente cristiana, ha pensato: «È stata la provvidenza», una provvidenza che gli ha sbarrato la strada per Roma per aprirgli quella di candidato sindaco di Teramo.
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