L’ultimo saluto della città all’ex sindaco D’Ignazio

Ai funerali nella cattedrale tanti cittadini, esponenti politici ed ex allievi Brucchi: «Rimarrà nel ricordo di tutti». Messaggio di cordoglio da Memmingen
TERAMO. La foto nella cornice d'argento e un cuscino di rose rosse posati sulla bara. E' arrivato così, ieri mattina in cattedrale, il feretro dell'ex sindaco Pietro D'Ignazio, morto lunedì a 88 anni dopo una lunga malattia. Dalla camera ardente allestita nella sala consiliare del Comune la salma è stata trasferita davanti all'altare del duomo qualche minuto prima delle 11. Ad accompagnarla c'erano i familiari, la moglie Liliana Cardelli e figli Giorgio e Laura, confortati dall'abbraccio del sindaco Maurizio Brucchi e del presidente del consiglio comunale Milton Di Sabatino. Per sottolineare l'impegno politico e professionale che ha caratterizzato la vita dell'ex primo cittadino sono stati posizionati accanto alla bara il gonfalone del Comune, che D'Ignazio ha guidato dall'85 al '93 dopo essere stato consigliere e assessore nei dieci anni precedenti, e la bandiera dell’istituto tencnico industriale di cui è stato preside fino alla pensione.
A ricordarne le qualità umane è stata invece la presenza di tanti teramani, che hanno affollato le navate della cattedrale, e di molti politici di ieri e di oggi. Tra questi il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino, i sindaci che l'hanno succeduto alla guida della città Antonio Gatti, Angelo Sperandio e Gianni Chiodi, gli ex assessori dell'epoca Mario Ballatori e Vincenzo Antonini, ma anche avversari politici come Sandro Melarangelo e Gianni Di Pietro.
A parenti, amici, ex studenti e dipendenti del Comune il parroco della cattedrale don Aldino Tomassetti ha rivolto parole in cui ha evidenziato la dignità con cui D'Ignazio ha affrontato il dolore della malattia e l'impegno profuso come insegnante e amministratore. «Il servizio alla città e alla scuola hanno qualificato la sua esistenza», ha evidenziato, «e la vostra presenza qui testimonia l'onore e la disponibilità con cui ha vissuto la sua esperienza umana». Don Aldino si è soffermato in particolare sul ricordo dell'ex sindaco che, poche settimane dopo il suo insediamento, nell'85 accolse in città la visita di Giovanni Paolo II. Le sue parole sulla cordialità dell'ex primo cittadino sono state riprese da Brucchi che, al termine della cerimonia funebre, ha rivolto a D'Ignazio un abbraccio ideale «grato e commosso» da parte della città. «Rimarrà nel ricordo di tutti per la sensibilità, la disponibilità, la capacità di ascolto», ha spiegato, «e per l'innegabile qualità caratteriale di uomo buono che ne ha fatto riferimento positivo». Brucchi ha anche ricordato l'impegno del suo predecessore nel promuovere i gemellaggi, in particolare con Memmingen. La lettura del messaggio di cordoglio firmato da Ivo Holzinger, il borgomastro tuttora in carica della città tedesca che trent'anni fa firmò l'intesa con D'Ignazio, ha preceduto l'uscita del feretro dal duomo.
Gennaro Della Monica
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