«L’Unione Comuni poteva essere la seconda città d’Abruzzo»

VAL VIBRATA. La Città territorio Val Vibrata compirà 18 anni il prossimo 27 dicembre. Il padre fondatore dell’organismo intercomunale Claudio De Donatis, che è stato sindaco di Sant’Omero e primo...
VAL VIBRATA. La Città territorio Val Vibrata compirà 18 anni il prossimo 27 dicembre. Il padre fondatore dell’organismo intercomunale Claudio De Donatis, che è stato sindaco di Sant’Omero e primo presidente dell’Unione di Comuni, non risparmia critiche ai colleghi per le occasioni perse di allargamento dell’assemblea anche ad altri comuni e la incapacità di intercettare fondi soprattutto europei. «Potevamo essere la seconda città metropolitana d’Abruzzo», dice De Donatis, secondo cui la Città territorio, anche se ha ha 18 anni «per età mentale, purtroppo, è rimasta ferma al 2000. Quando è sorta, eravamo la realtà intercomunale più grande d’Italia, ed è stata la prima a nascere con il riordino del testo unico degli enti locali e corremmo non poco per adeguare lo statuto alle novità volute dal legislatore, approvandolo per tempo». Oggi, sottolinea De Donatis, la Vibrata unita ha perso ogni suo primato su scala nazionale. «Hanno prevalso i campanili», sostiene, «svilendo e svuotando di significato e forza l’organismo intercomunale». Il primo presidente sottolinea come non si sia dato seguito allo statuto, specialmente all’articolo 3 «che permetteva all’Unione di potersi aggregare e disaggregare in 24 ore. Questa opportunità ho cercato di coglierla nel 2001, non ci sono riuscito per motivi politici locali. Ma neppure fino ad oggi si è sfruttata l’opportunità che attraeva risorse nazionali e comunitarie. Mi piacerebbe che si facesse la fusione dei 12 comuni, avrei potuto farlo 18 anni fa ma non ci sono riuscito per i campanili. Spero che i prossimi amministratori provino a farlo perché sarebbe una opportunità per tutti a partire per i cittadini che avrebbero una abbassamento notevole delle tasse». L’organizzazione della Città territorio Val Vibrata è unica a livello mondiale, ricorda De Donatis. Lo disse, la società di consulenza Galgano che all’epoca, a conclusione di una ricerca, evidenziò come non esistessero realtà simili in Europa, per la capacità di allargarsi e restringersi repentinamente e senza troppi passaggi burocratici. Quando partì, l’Unione contava su un bilancio di 4 miliardi di lire di trasferimenti. «Oggi», conclude de Donatis, «è impensabile che si facciano dodici piani regolatori mentre i Comuni insieme, potrebbero costituire la seconda Città d’Abruzzo, superiore per abitanti allo stesso capoluogo aquilano». (a.d.p.)
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