L’università istituisce una Scuola di legalità

Al via oggi, è rivolta agli studenti sia dell’ateneo che delle scuole superiori Previste cinque borse di studio, una per far laureare una vittima di tratta
TERAMO. La legalità come elemento della formazione, in un percorso fatto di riflessioni, confronto e testimonianze. E' l'obiettivo della "Scuola di legalità", che prenderà il via oggi all'università di Teramo e che mira a diventare un appuntamento fisso in cui coinvolgere in futuro anche le facoltà scientifiche. A presentare l'iniziativa, promossa in collaborazione con l'associazione nazionale Falcone e Borsellino e il consiglio regionale abruzzese e rivolta sia agli studenti dell'ateneo che delle scuole superiori teramane, ai quali saranno riconosciuti due crediti formativi utili in caso di iscrizione ad un corso di laurea dell'Università degli studi di Teramo, sono stati ieri mattina il rettore Luciano D'Amico e il pro rettore vicario Dino Mastrocola.
«Riteniamo che la legalità debba essere anche un elemento della formazione», ha sottolineato Mastrocola, «questa esperienza parte quest'anno, possiamo dire che è un anno zero, e si articolerà su quattro giornate: le prime tre organizzate dalle facoltà umanistiche dell'ateneo e la quarta a cura dell'associazione Falcone e Borsellino, che si terrà il 23 maggio, giorno della commemorazione della strage di Capaci». Un'iniziativa a cui l'università tiene particolarmente, come ha detto il rettore, e «che muove attorno al principio che la legalità è da ricercare e costruire non solo attraverso sistemi di repressione e vigilanza ma in via prioritaria con la formazione alla legalità. Tra le iniziative anche l'istituzione di quattro borse di studio per i nostri studenti, a cui andrà il compito di rileggere la storia del Premio Borsellino e quindi del percorso che la legalità ha compiuto in questo paese».
Ad aprire i quattro appuntamenti, stamattina, una riflessione sul senso di questo progetto, con la proiezione del discorso di Malala Yousafzai all'Onu e le testimonianze dirette di Mustapha Batzami, Imam e portavoce della comunità islamica abruzzese, di frà Loris D'Alessandro, cappellano del carcere di Palermo, e di una ragazza nigeriana vittima di tratta. Proprio a frà Loris e al responsabile della casa protetta sarà annunciata la volontà dell'ateneo di donare una borsa di studio per coprire le spese del percorso di laurea triennale da offrire ad una giovane vittima di tratta. La seconda giornata si terrà il 20 aprile, sul tema "Vite interrotte. Storie di persone cadute per la legalità e il diritto immaginario reale", mentre il 4 maggio ci si interrogherà sul tema "Immaginario criminale/immaginario legale". A chiudere questa edizione, il 23 maggio, una giornata a cura dell'associazione nazionale Falcone e Borsellino.
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