La Asl: «Contagi, è la seconda ondata»

Scatta l’allarme, attualmente ci sono 17 ricoverati e 63 positivi a casa. Morto un secondo paziente, un albanese di 67 anni
TERAMO. L’espressione, parzialmente nascosta dalla mascherina, è grave. E le parole del direttore generale Maurizio Di Giosia, ancor di più. «La situazione dei contagi in provincia non è bella. Si è riempito il reparto di malattie infettive e ora ricoveriamo pazienti positivi nel reparto di pneumologia. Il rischio è che i servizi sanitari, se continua così, vadano in sofferenza».Di Giosia è affiancato dal primario di Malattie infettive Pierluigi Tarquini e dal sindaco Gianguido D’Alberto. Le espressioni di tutti e tre sono identiche quando annunciano, ognuno per il proprio ambito, che il mostro è tornato. O forse non se ne è mai andato.
I NUMERI. I numeri non sono quelli di aprile, ma nemmeno quelli di giugno, con i contagi a zero. Nella notte fra domenica è lunedì è morto il secondo paziente della nuova ondata. Si tratta di un albanese di 67 anni residente a Giulianova con un cancro con metastasi, che non ha reagito alle terapie. Segue al 76enne di Castiglione morto una settimana fa. In ospedale ci sono ricoverati 9 pazienti in Malattie infettive e tre in Pneumologia, cinque sono nella Rsa di Bivio Bellocchio. Sono 63 i positivi in isolamento domiciliare. Di Giosia annuncia che, su indicazione della Regione, sono già pronti posti di rianimazione. Per ora la Rianimazione Covid non sarà più al pianterreno del terzo lotto, dove ora c’è Pneumologia, ma sarà accanto a quella generale, ovviamente ben separata, con percorsi diversi. E’ per razionalizzare l’uso del personale, molto carente, spiega il direttore generale.
«Da fine agosto abbiamo registrato un lento e progressivo aumento dei casi», aggiunge Di Giosia, «di solito il contagio si diffonde in contesti familiari, con giovani che contraggono il virus in situazioni ricreative e lo contagiano agli anziani. E’ questo il 73% dei casi». Di Giosia parla anche di persone che rientrano da Paesi o aree in più alta circolazione virale. E al fatto che il 24 riaprono le scuole: «Venerdì avremo un incontro con l’ufficio scolastico provinciale, perchè temiamo che il contagio si allarghi fra i ragazzi. A questo riguardo nelle Usca (le unità che vanno a curare i pazienti positivi a domicilio, ndr) inseriremo i pediatri. L’invito a tutti è a essere vigili e attenti nell’osservare le precauzioni».
CONTAGI E CONTENIMENTO. Tarquini è ancora più crudo: «Le misure di contenimento non stanno funzionando più», esordisce, «non posso che invitare le autorità ad adottare provvedimenti straordinari per ridurre l’epidemia: non parlo di lockdown ma di qualche misura shock che possa bloccare la diffusione, che sulla costa sta diventando veramente notevole. Siamo in piena seconda ondata. E’ iniziata il 1° agosto e finora abbiamo svolto 21 ricoveri, con 19 polmoniti e due decessi. Un aspetto grave è che abbiamo anche due pazienti con fibrosi polmonare che ora sono contagiati: più di altri non l’avrebbero dovuto prendere. Stanotte è arrivata da Giulianova una donna di 93 anni».
CHE ACCADRÀ IN FUTURO. Tarquini osserva che adesso alcuni pazienti non sono nemmeno in grado di individuare una probabile fonte di contagio. E parla di quello che bisogna aspettarsi: «D’estate ci sono cariche virali più basse, l’immunità naturale – il 20% della popolazione è totalmente o parzialmente immune – è più forte ma con la stagione fredda questa immunità si perde. Invito però a non andare in ospedale se non c’è niente di serio, visto che fra poco iniziano i virus parainfluenzali, si rischia di fare peggio. Bisogna andarci solo se si ha una febbre importante e un mal di testa intenso, mai avuto prima. E poi raccomando a tutti la vaccinazione: dà grandi vantaggi, innanzitutto perchè se un paziente vaccinato si ammala si sa che è probabilmente Covi, ma anche perchè i virus influenzali facilitino l’ingresso del coronavirus nei polmoni, aumentando il numero dei recettori con cui il Covid si può legare».
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