La Asl tratta per salvare i grandi reparti

Si cerca di evitare il declassamento di neurochirurgia e gastroenterologia. La Regione taglia un milione per il 2016
TERAMO. Continuano le riunioni in Regione per definire l’assetto della rete ospedaliera.
Già una decina di giorni fa filtrarono alcune indiscrezioni sul fatto che il piano della Regione prevede il declassamento di alcune unità operative complesse. Fra queste neurochirurgia, gastroenterologia, radioterapia, medicina nucleare e malattie infettive dell'ospedale di Teramo. L’elenco continua con allergologia di Teramo, emodialisi di Giulianova e radiologia di Sant'Omero. Pare che sia in bilico anche l’anestesia di Giulianova. Sono tutti reparti che perderanno, dunque, il primario. Con i declassamenti diventeranno unità semplici o semplici a valenza dipartimentale. Ovviamente la Asl di Teramo sta cercando di ridurre i tagli. L’impegno più arduo è evitare il declassamento della neurochirurgia e della gastroenterologia, che per la sanità teramana rappresenterebbe un vero handicap. E’ in corso una battaglia anche per conservare l’unità operativa complessa di radioterapia, che pare abbia più chance dei primi due reparti. Non avere più i primari porterà un risparmio veramente esiguo, a fronte di un abbassamento del profilo della sanità teramana. Un reparto senza primariato non avrà più la capacità di attrarre professionalità di calibro. Chiusa la partita delle unità complesse, peraltro, si aprirà quella delle unità semplici, che andranno pure ridotte.
Accanto a questo c’è la partita del personale. Nel 2015 alla Asl di Teramo sono andati in pensione 150 dipendenti e con l’applicazione della nuova normativa comunitaria sui turni di lavoro mancano dai 300 ai 400 operatori. La Asl sta sforando il tetto di spesa per i contratti a tempo determinato per metterci una pezza, ma non potrà durare all’infinito. C’è capienza invece per fare assunzioni a tempo indeterminato ma le procedure per i concorsi hanno tempi biblici. In tutto questo arriva una “buona notizia” per i budget assegnati a ogni Asl nel 2016: c’è stato un taglio lineare di un milione di euro. Che per una Asl che ha una dotazione organica già all’osso, soprattutto rispetto alle altre tre d’Abruzzo, non è un bel colpo. (a.f.)
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