La Banca di Teramo non esiste più neanche sulle insegne

TERAMO. Da oggi la Banca di Teramo di credito cooperativo non esiste più. L'ultimo passaggio per il completamento del processo di fusione nella Bcc di Castiglione e Pianella c’è stato ieri alle 11...
TERAMO. Da oggi la Banca di Teramo di credito cooperativo non esiste più. L'ultimo passaggio per il completamento del processo di fusione nella Bcc di Castiglione e Pianella c’è stato ieri alle 11 nella ormai ex sede della Bcc di Teramo in viale Crucioli, con la firma dei presidenti Alfredo Savini e Cristiano Artoni. Dopo l'approvazione da parte dei soci di entrambe le banche, il 12 giugno scorso, il processo di fusione attendeva solo questo ultimo adempimento burocratico. Le firme hanno dato efficacia alla fusione dando vita a un'unica banca cooperativa con più di 35 mila clienti e 145 dipendenti.
La fusione avrà efficacia legale da oggi, intanto i nuovi padroni hanno sostituito le insegne nelle varie sedi di quella che fu la banca dell’onorevole Antonio Tancredi, che la creò nel 1996. Per Teramo capoluogo la perdita dell’istituto di credito è ovviamente un fatto doloroso, ma si può guardare il bicchiere mezzo pieno considerando che la fusione rappresenta la salvezza da una liquidazione pressoché certa, alla luce dell’enorme fardello di crediti deteriorati accumulatosi negli anni. Inoltre la Bcc di Castiglione e Pianella, intervenendo nel salvataggio dell'istituto teramano, è diventata la prima banca di credito cooperativo d'Abruzzo sia per la raccolta diretta, superiore a 640 milioni, che per gli impieghi pari a 520 milioni. Una realtà che può ora contare su una rete di 22 sportelli, in un territorio che si estende in due regioni e abbraccia 62 comuni: 37 in provincia di Teramo, 21 in provincia di Pescara, uno in provincia di Chieti e tre in provincia di Ascoli Piceno. Nella nuova area di competenza territoriale risiedono 692mila abitanti pari al più del 50% dell'intera regione Abruzzo.
La nuova banca gestirà masse amministrate pari a quasi 2 miliardi di euro e un patrimonio di 65 milioni di euro, dei quali ben oltre 30 milioni di "patrimonio libero" e un indice di solidità patrimoniale (Total capital Ratio) di circa il 18%, ampiamente al di sopra dei requisiti minimi regolamentari

