La bomba è stata rimossa e fatta esplodere

27 Novembre 2014

Gli artificieri, prelevato il vecchio ordigno nell’ex Ospizio marino, l’hanno fatto brillare a Cologna

GIULIANOVA. È stato fatto brillare ieri mattina dagli artificieri dell’esercito, nelle aperte campagne di Cologna, il proiettile di mortaio rinvenuto venerdì scorso nel sottotetto dell’abitazione attigua ai locali Asl dell’ex Ospizio Marino.

I due artificieri sono arrivati attorno alle 11 di ieri mattina e, scortati dalla polizia municipale e dai carabinieri, si sono recati all’interno dell’ex Ospizio, dove l’ordigno, probabilmente risalente alla seconda guerra mondiale, era stato posizionato dai vigili del fuoco venerdì scorso, spostandolo (dopo averlo disinnescato) dal sottotetto dell’abitazione dell’ex custode (ora abitata da tre famiglie) proprio nei locali della Asl. Dopo un’attesa di tre giorni per l’arrivo degli artificieri, le operazioni si sono svolte in maniera molto veloce: i due militari sono arrivati su un furgone dell’esercito italiano, dal tipico colore verde militare e, accompagnati da carabinieri e vigili urbani, si sono recati all’interno dell’ex Ospizio Marino per prelevare il proiettile, contenuto in una scatola.

Dopo questa operazione, durata poco meno di dieci minuti, insieme a due ambulanze, gli artificieri hanno trasportato il proiettile a Cologna, in aperta campagna, dove è stato fatto brillare. I cancelli dell’enorme struttura sanitaria, chiusi da lunedì scorso fino a ieri, sono stati riaperti, i dipendenti fatti tornare e gli uffici e gli ambulatori riabilitati al servizio. Per tre giorni, infatti, gli utenti sono stati dirottati dalla polizia municipale e dai carabinieri, che si sono avvicendati nel servizio di sorveglianza, verso il distretto sanitario di Roseto degli Abruzzi.

Il proiettile, lungo 30 centimetri e largo 10 centimetri, era stato ritrovato casualmente nel sottotetto dell’abitazione: i residenti, infatti, preoccupati per la pericolosità delle condizioni del tetto, avevano chiamato una squadra di operai per farlo mettere in sicurezza ma, al momento di effettuare i lavori, proprio gli operai hanno ritrovato l’ordigno bellico, dimenticato lì da settant’anni sotto uno spesso strato di polvere.

La ditta ha dunque avvertito la polizia municipale che, a sua volta, ha chiamato i vigili del fuoco. Questi, dopo aver disinnescato il proiettile, lo hanno spostato nei locali della Asl, con la conseguente chiusura dell’intero stabile e l’interdizione a dipendenti e utenti. Sarà impossibile, comunque, risalire all’origine dell’ordigno così come sarà molto difficile venire a conoscenza di come, quando e perché il proiettile sia stato posizionato lì.

L’unica cosa certa è che le famiglie che, nel corso degli ultimi settant’anni, hanno abitato quella casa, hanno vissuto per tutto questo tempo con una bomba sulla testa, dormendo, tuttavia, sonni tranquilli. Se non fossero stati necessari i lavori di ristrutturazione del tetto, probabilmente nessuno dei residenti sarebbe mai venuto a conoscenza del residuo bellico. (m.t.)

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