La burocrazia snobba un autistico grave

2 Agosto 2015

La famiglia: vorremmo ricoverarlo in una struttura fuori regione ma la Asl non ci dà risposte

TERAMO. Quando la burocrazia risulta più forte del diritto alla salute: la storia di Gianmarco è quella di un ventenne con gravi problemi di autismo, di una famiglia che, nonostante le difficoltà, lo segue con affetto e determinazione e di una Asl dai tempi troppo lunghi per la malattia del ragazzo. Durante gli anni di scuola Gianmarco ha frequentato il centro iperbarico di Sant’Atto, successivamente ha iniziato a viaggiare ogni mattina, accompagnato dalla famiglia, per raggiungere il centro diurno all'Aquila (in provincia di Teramo non ci sono, il primo aprirà in ottobre a Sant’Atto ospitato dalla struttura Anffas). Gianmarco nel frattempo è cresciuto e ha bisogno di essere ricoverato in una struttura residenziale per adulti: negli ultimi mesi la sua patologia è peggiorata, il centro aquilano e i genitori non riescono più ad aiutarlo.

In regione non esistono strutture intensive adatte, solo centri diurni che garantiscono al massimo sei ore di assistenza. La sua famiglia vorrebbe portarlo a Cicciano di Nola, in provincia di Napoli, in una residenza dove è già ricoverata la sorella affetta dallo stesso problema. «L'inserimento nella struttura Aias (Associazione italiana per l'assistenza agli spastici) è molto costosa, ma non ci sono alternative: mio figlio ha diritto a essere curato», spiega Alessandra Di Sante, madre del ragazzo. La Asl tuttavia afferma di non potersi permettere questa spesa. In un servizio Rai dedicato all'odissea della famiglia di Gianmarco si è parlato di una spesa giornaliera di 300 euro, tuttavia la Asl ha smentito. Il problema non sarebbe economico ma burocratico, mancherebbero alcuni certificati sanitari per attestare la necessità di tale soluzione. La famiglia di Gianmarco è esausta. «Ogni volta che superiamo un ostacolo, se ne presenta subito un altro», commenta la madre. Tuttavia, supportata dall'associazione Autismo Abruzzo onlus, va avanti e, lo scorso il 13 luglio, il Centro di riferimento regionale per l'autismo, guidato dal dottor Marco Valenti, produce un documento che sostiene il peggioramento della malattia del ragazzo e la necessità di ricovero in una struttura residenziale. «Tuttavia», sottolinea la signora Alessandra, «il tempo passa e la Asl non ci dà risposte».

Emanuela Michini

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