«La burocrazia sta uccidendo la spiaggia»

Gli operatori turistici di Villa Rosa si sono riuniti per chiedere l’avvio immediato dei lavori dei tre pennelli anti-erosione
MARTINSICURO . «Il tempo di aspettare è finito. La burocrazia sta distruggendo la nostra spiaggia». Questo il grido di allarme degli operatori turistici che hanno le loro attività nella zona sud dell’arenile di Villa Rosa. Un arenile che non esiste più da diversi anni e il grido di allarme è caduto sempre nel vuoto. Gli operatori si sono ritrovati ieri pomeriggio nel salone dell’hotel Olimpic per discutere della situazione e cercare di capire perché la realizzazione dei tre pennelli anti-erosione promessi dalla Regione, la cui costruzione doveva iniziare dopo il periodo pasquale, non è ancora cominciata. «Il Comune conosce bene i problemi della zona», dice il consigliere comunale delegato al demanio Umberto Barcaroli, presente alla riunione, «siamo in costante contatto con la Regione per cercare di risolvere in tempi brevi i cavilli burocratici che si presentano. Le ultime notizie dicono che mercoledì prossimo si dovrebbe avere l’assegnazione dei lavori. Abbiamo anche preso contatto con la ditta di Termoli aggiudicataria per cercare di stringere i tempi. La speranza è che per l’inizio della stagione balneare i tre pennelli diventino realtà».
La realizzazione dei tre pennelli dovrebbe essere conclusa in un mese. I lavori dovranno comunque fermarsi per la metà di giugno quando sulla spiaggia ci saranno già diversi turisti. «Non c’è più tempo per le attese», il commento del titolare dell’hotel Olimpic Riccardo Silenzi. «Avevano promesso l’inizio dei lavori dopo Pasqua ma ad oggi niente si è mosso. Rinvii ripetuti con il rischio di un’altra stagione balneare senza spiaggia». «La burocrazia sta facendo scomparire questo tratto di arenile», l’amaro commento di Amedeo Corsi di Martinsicuro Vacanze, «io non riesco a capire gli operatori di Alba Adriatica visto che gli studi fatti dimostrano che i lavori a Villa Rosa non sono pregiudizievoli per la spiaggia albense». «La scomparsa della spiaggia», le parole di Paolo Verdecchia del comitato di quartiere Campo Casone, «non è solo un problema per gli operatori turistici ma dell’intera cittadina e di tutti i settori che ruotano intorno al settore turistico». «Le falde acquifere si alzano», sostiene Maurizio Ielo, che nella zona gestisce un rimessaggio di barche, «e per risolvere il problema occorre un progetto integrato che coinvolga tutta la costa teramana». Tutti si dicono esasperati dall’attesa che dura da anni sperando che i tre pennelli risolvano il problema dell’erosione. Negli anni ’70, in quella zona, l’arenile aveva una profondità di circa 70 metri. Intanto, le ultime mareggiate hanno portato alla rottura di un canale: i massi posizionati a protezione del lungomare sono stati erosi, non sono più stabili e quindi sono. Il Comune ha affisso sugli scogli un cartello che indica il pericolo.
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