La Casa Rosa resta in abbandono

In ritardo l’opera di riqualificazione della parte destinata a sede per il 118
ROSETO. Erba alta, struttura precaria e quasi in abbandono. È la Casa Rosa a sud di Roseto, l’edificio che l’amministrazione comunale, tramite una risoluzione urgente approvata nel consiglio del 5 giugno, ha destinato al 118 per la creazione della postazione di emergenza. Di lavori, però, non c’è traccia, anche se secondo il consigliere di maggioranza Celestino Salvatore potrebbero partire in qualsiasi momento.
«Abbiamo dato tutta la documentazione necessaria alla Asl», spiega, «che ha a disposizione dunque una parte ben definita della struttura e in qualunque momento può partire con i lavori. Se dovesse mancare ancora qualcosa ce lo facciano sapere perché Casa Rosa è strategica per il 118». La cessione dell’edificio sarebbe solo temporanea, ossia per due anni, in attesa del nuovo distretto sanitario di base che dovrebbe sorgere nel piazzale dell’ex Globo.
«Come Comune abbiamo messo a disposizione della Asl anche quell’area», precisa Salvatore, «e ora sta a loro muoversi perché non è possibile che Roseto, la prima città della provincia dopo Teramo, sia sede del distretto sanitario di un territorio che comprende 200mila abitanti, e l’attuale struttura in via Adriatica non è idonea». I problemi dell’edificio in via Adriatica, infatti, sono tanti: i medici lavorano nel sottoscala, non c’è una sala d’attesa, non c’è una struttura di accesso per i disabili e ci sono pochi parcheggi.
Sulla vicenda della Casa Rosa interviene il consigliere di Liberi e Uguali Rosaria Ciancaione, da tempo impegnata in una battaglia per la sua destinazione. «La struttura è stata allestita con fondi vincolati al “dopo di noi” per persone con disabilità gravi e non può esserci alcuna ragione al mondo che giustifichi un cambio di destinazione anche solo di una parte di quell’immobile, unico nel nostro ambito sociale: per il 118 ci sono soluzioni alternative».
Il consigliere Salvatore, però, replica che «non c’è pericolo di revoca del finanziamento. La sistemazione del 118 interessa solo una piccola parte della struttura, e il resto dei locali è sufficiente per realizzare il progetto del “dopo di noi”. Tutte le altre soluzioni, proposte e valutate, sono state scartate per mancata idoneità tecnica, logistica o sanitaria e la soluzione proposta ha trovato il gradimento sia della Asl, sia degli operatori del 118, sia dell'amministrazione comunale di Roseto». (l.v.)
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