La Cassazione ammette i ricorsi dei proprietari
ALBA ADRIATICA. Saranno i giudici della Suprema Corte a dire l’ultima parola sull’inchiesta delle cosiddette “case del sesso”. Il ricorso presentato dalla difesa dei proprietari (la maggior parte dei...
ALBA ADRIATICA. Saranno i giudici della Suprema Corte a dire l’ultima parola sull’inchiesta delle cosiddette “case del sesso”. Il ricorso presentato dalla difesa dei proprietari (la maggior parte dei quali rappresentati dall’avvocato Gabriele Rapali) è stato dichiarato ammissibile e il 4 giugno sarà discusso. Due giorni dopo è fissata l’udienza preliminare al termine della quale il giudice dovrà decidere se accogliere la richiesta di rinvio a giudizio per i 18 indagati ( tra cui 10 proprietari di case) o stabilire il non luogo a procedere. La procura (titolare del fascicolo è il pm Stefano Giovagnoni)contesta sia il favoreggiamento della prostituzione sia un articolo della legge Merlin, ovvero «l’aver dato in locazione appartamenti allo scopo dell’esercizio della prostituzione».
Perchè secondo l’accusa, ed è questo il filo che lega sei mesi di indagini tra intercettazioni e pedinamenti, i proprietari sapevano quello che accadeva nelle loro case affittate. Erano, sostiene l’accusa, i referenti degli intermediari a cui le ragazze, già prima di arrivare in Italia, si rivolgevano per trovare casa, per farsi ritrarre in pose destinate a finire sui giornali specializzati in annunci di prestazioni sessuali e su vari siti internet. Di diverso avviso, invece, la difesa «per cui i proprietari non sapevano nulla di quello che avveniva negli appartamenti affittati». Tutti raccontano di non sapere quello che succedeva all’interno delle case, di aver affittato con un regolare contratto (esibito da molte ragazze durante il blitz e che secondo gli investigatori si basa su prezzi di mercato) e di non aver mai parlato con intermediari o altri ma di aver trattato direttamente con le ragazze.I sequestri, chiesti dagli inquirenti e respinti dal gip, sono stati disposti dopo che il tribunale del Riesame (presidente Roberto Veneziano) ha accolto l’appello fatto dalla procura. Sullo sfondo dell’indagine si stagliano le proteste dei residenti, dei comitati di quartieri che, soprattutto nella zona di Villa Rosa, ormai da mesi stanno combattendo una battaglia sui rischi della sicurezza con esposti, denunce e filmati girati con telefoni cellulari e messi in rete. (d.p.)
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