La Cassazione libera il colonnello Naselli

Annullate le ordinanze di arresto: scarcerato l’ex comandante provinciale dei carabinieri. Da gennaio era ai domiciliari
TERAMO. È nell’annullamento senza rinvio delle due ordinanze di custodia che la Cassazione imprime il suo sigillo al caso: i giudici della sesta sezione penale hanno accolto il ricorso della difesa e scarcerato il colonnello dei carabinieri Giorgio Naselli, l’ex comandante provinciale dell’Arma arrestato nel dicembre dell’anno scorso con le accuse di associazione mafiosa e rivelazione di segreti d’ufficio nell’ambito di una maxi operazione contro la ‘ndrangheta della Procura di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri.
In attesa delle motivazioni, c’è il dispositivo a spazzare via i provvedimenti emessi dal gip e dal tribunale del Riesame di Catanzaro: il primo aveva firmato l’ordinanza di custodia cautelare che aveva portato l’ufficiale nel carcere militare di Santa Maria Capua a Vetere e il secondo quella dei domiciliari in cui Naselli si trova da gennaio. Gli Ermellini, accogliendo in toto il ricorso presentato dai difensori Gennaro Lettieri e Giuseppe Fonte, hanno annullato le due ordinanze senza rinvio, ovvero senza possibilità di recupero alcuno. In particolare, nel ricorso, la difesa, tra i vari motivi a sostegno della richiesta di annullamento del provvedimento, ha sostento come l’ordinanza del Tribunale del Riesame sia «ancora più carente sul piano dell’agevolazione mafiosa non prendendo in considerazione la sentenza delle sezioni unite del 19 dicembre 2019 che prevede come l’aggravante agevolativa dell’attività mafiosa ha natura soggettiva e si applica al concorrente solo se da lui conosciuta». A metà giugno, intanto, Gratteri ha chiuso la maxi indagine con un avviso di conclusione in cui conferma le ipotesi di reato. Anche quelle a Naselli. La Procura lo accusa di associazione mafiosa e rivelazione di segreti d’ufficio all’avvocato ed ex parlamentare di Forza Italia Giancarlo Pittelli, anch’esso arrestato e considerato dagli inquirenti uomo di fiducia del bosso Luigi Mancuso. Accuse che l’ufficiale ha respinto con forza nell’udienza davanti al Riesame con i magistrati di questo tribunale che hanno ritenuto insussistenti due ipotesi di reato relativi alla rivelazione del segreto d’ufficio (l’articolo 326 del codice penale ndr) preservando la rivelazione del segreto solo per un procedimento amministrativo all’epoca in corso davanti alla prefettura di Teramo. I passaggi imposti dopo l’avviso di conclusione delle indagini stabiliranno come la Procura di Catanzaro decida di andare avanti nel caso di Naselli soprattutto alla luce del pronunciamento della Cassazione: con una richiesta di archiviazione o con una richiesta di rinvio a giudizio? Intanto così commenta l’avvocato Lettieri: «La pronuncia non lascia scampo alla ipotesi accusatoria, definitivamente demolita. A chi si domanda, giustamente, perché siano trascorsi mesi per ottenere la scarcerazione, va chiarito che, dopo la pronuncia del Tribunale del Riesame di Catanzaro (18.1.2020), che disponeva gli arresti domiciliari, il medesimo Tribunale ha impiegato circa cinque mesi per trasmettere il fascicolo presso la Corte di Cassazione. Il tenente colonnello Giorgio Naselli viene restituito alla libertà, con una pronuncia pienamente liberatoria, con piena dignità ed immutato onore, che nessuno della nostra comunità, in realtà, aveva mai messo in dubbio. È stato “punito” senza alcuna colpa e senza alcuna verità, sacrificando i valori di civiltà e di certezza del diritto . La giustizia in questo paese trionfa, ormai, soltanto dopo i suoi grandi fallimenti».
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