La Cgil: autorizzate poche assunzioni

28 Febbraio 2017

I sindacati: «La Regione non rimpolpa gli organici, anzi blocca i concorsi non nominando i commissari»

TERAMO. Dura presa di posizione della Fp Cgil dopo l’ultimo annuncio della Regione, che ha autorizzato 86 assunzioni alla Asl di Teramo. «Negli ultimi mesi assistiamo, con cadenza quasi settimanale, ad annunci da parte della Regione Abruzzo, aventi ad oggetto nuove assunzioni alla Asl di Teramo, ma la Regione non dice, né attraverso i suoi rappresentanti istituzionali né tantomeno attraverso i dirigenti regionali, che sono assunzioni che coprono circa un terzo le cessazioni che si sono avute in questi anni solo per pensionamenti», esordisce il segretario Pancrazio Cordone, «la Regione non dice che quelle assunzioni non fanno recuperare la differenza che esiste tra la dotazione organica della Asl di Teramo rispetto a quelle delle altre Asl d'Abruzzo (l'organico della Asl di Teramo è inferiore di oltre 700 unità rispetto la media delle altre Asl) penalizzando così una intera comunità ed alimentando così la mobilità passiva».

Ma oltre a non dire, secondo Cordone, la Regione non fa. «La Regione Abruzzo non fa una legge che consenta la stabilizzazione dei precari in sanità, a differenza di quanto avvenuto in diverse regioni d'Italia, continuando a rendere precaria la condizione lavorativa di figure necessarie a garantire i livelli essenziali di assistenza previsti per legge.La Regione Abruzzo non fa le nomine dei componenti le commissioni che devono selezionare i dirigenti medici per procedere a nuove assunzioni tenendo di fatto bloccate le già eseguite possibilità di assunzioni della Asl di Teramo», aggiunge il sindacalista, «Questo stato di cose non può non insinuarci il dubbio che si voglia continuare a soffiare fumo negli occhi dei cittadini, esaltando le insufficienti e doverose assunzioni alla Asl di Teramo per continuare a mortificare la sanità pubblica della provincia di Teramo».

La Fp Cgil chiede dunque alla Regione Abruzzo di aprire subito un tavolo di confronto con le rappresentanze dei lavoratori, «perché i cittadini della provincia di Teramo non debbano vivere sulla propria pelle la differenza tra sistemi sanitari territorialmente adiacenti e soprattutto chiediamo che la Regione faccia quello che può fare nell'immediato: una legge per la stabilizzazione dei precari e quelle nomine necessarie affinché la Asl di Teramo possa procedere all'assunzione di dirigenti medici», conclude Pancrazio Cordone. (a.f.)

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