La Cgil: colpo mortale all’ospedale
Allarme per ortopedia e chirurgia che diventano unità semplici
GIULIANOVA. Ospedale di Giulianova, i reparti di ortopedia e chirurgia vengono declassati e la Cgil denuncia come tale provvedimento metta a rischio la sopravvivenza del "Maria Santissima dello Splendore". «Si tratta di un riassetto o di uno sfascio definitivo della sanità pubblica?», dichiara Amedeo Marcattili, segretario provinciale della Fp Cgil. Il sindacato contesta l'atto aziendale della Asl - che ha suscitato proteste anche nell'ospedale di Atri - e per la precisione, a finire sotto accusa, è una delibera del 29 maggio, nella quale si stabilisce il passaggio da unità operative complesse a strutture semplici di ortopedia e chirurgia dell'ospedale. Le due unità erano già finite nel mirino della contestazione della Cgil alcuni giorni fa, quando la Asl aveva proposto l'accorpamento estivo dei due reparti, per permettere agli infermieri di andare delle ferie. «Questa è la strada che vorrebbe intraprendere il direttore generale Paolo Rolleri per decretare la chiusura dei due reparti?», afferma Marcattili, «Un ospedale, per esser definito tale, deve avere le basilari specialità, tra cui affidabili reparti di chirurgia e ortopedia/traumatologia, soprattutto in una struttura come quella giuliese situata sul mare, lungo importanti vie di comunicazione, tra due fiumi e nessun ospedale su 70 km di costa». Marcattili, che auspica un interessamento sulla sanità teramana della nuova giunta regionale, aggiunge: «Se l’Asl crede di aver fatto un ulteriore passo verso la definitiva chiusura dell'ospedale giuliese, contro la volontà dei cittadini, dei lavoratori e ogni logica di razionalità della sanità, si sbaglia di grosso». (s.p.)
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