La Cgil in piazza: «Stop ai tagli alla sanità»

24 Giugno 2023

Oggi due pullman da Teramo a Roma. Cordone: «Sul nostro territorio diverse criticità per i pazienti»

TERAMO. Diritto alla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro: oggi la Cgil manifesta a Roma per invocare maggiori risorse e garanzie sul tema della sanità. Teramo sarà presente con una delegazione e due pullman organizzati perché «i tagli che si operano a livello centrale hanno ricadute anche sul nostro territorio dove invece le criticità sono molte e occorrono investimenti», ha spiegato ieri in conferenza stampa Pancrazio Cordone, segretario provinciale della Cgil. Se il Def, il documento di economia e finanza del Governo, prevede nel 2024 un taglio alla spesa sanitaria di 3 miliardi rispetto al 2023, «le necessità dei territori vanno in un'altra direzione: noi saremo a Roma per chiedere più risorse e personale, salari adeguati, e stop alla privatizzazione», ha aggiunto Cordone, «per quanto riguarda la sicurezza sui luoghi di lavoro chiediamo l'obbligo di formazione dei datori di lavoro, l'introduzione della sicurezza sul lavoro tra le materie scolastiche, la patente a punti per le imprese e il “no” alla concessione dei finanziamenti alle imprese che non garantiscono adeguate condizioni di lavoro».
Sul fronte più strettamente teramano le questioni aperte sono diverse, a partire dalle liste d'attesa: la Cgil attende risposte dalla Asl circa l'attivazione dei percorsi di tutela, previsti dal piano nazionale di Governo, utili a garantire lo svolgimento di esami presso strutture o privati che taglino i tempi mettendo in capo al paziente solo il costo del ticket. C'è poi la questione di Bivio Bellocchio. Qui la Asl ha annunciato la realizzazione di 25 posti letto per pazienti con Alzheimer «ed è una buona notizia, arrivata dopo la nostra mobilitazione, ma chiediamo dove siano gli altri 20 previsti dalla stessa Asl e dichiarati alla Regione», ha aggiunto Cordone.
La necessità di una sanità capace di dare risposte a tutti in egual modo è stata sottolineata anche da Luigi Scaccialepre dello Spi Cgil, Giovanna Zippilli dell'Auser, Dante Di Carlo di Federconsumatori e Natascia Innamorati della Fiom Cgil che hanno messo l'accento sulle disparità che ci sono fra chi ha mezzi per rivolgersi alla sanità privata e chi no: «Le famiglie che assistono congiunti con demenza ed Alzheimer ne sono un chiaro esempio: lasciate sole, alle prese con badanti da assumere e posti letto nelle strutture insufficienti», hanno spiegato. In provincia sono solo 77 i posti letto per questi pazienti, 900 in tutta la Regione. I teramani affetti da demenza o Alzheimer sono oltre 4mila. (v.m.)
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