La chiesa non basta per l’addio a Micozzi

Martinsicuro, in tanti restano fuori. L’ex sindaco omaggiato anche dagli storici avversari politici: «Rispettava le idee altrui»
MARTINSICURO. La chiesa del Sacro Cuore era piena ieri mattina per il rito funebre dell’ex sindaco della cittadina Abramo Micozzi, scomparso a 74 anni. Davanti alla chiesa la Protezione civile della Croce Verde misurava la temperatura a chi entrava e a un certo punto ha vietato l’ingresso per rispettare il distanziamento sociale: in molti sono rimasti fuori. Presenti molti rappresentanti della maggioranza che guida il paese con a capo il sindaco Massimo Vagnoni e il presidente del consiglio comunale Emma Zarroli.
«Era una persona simbolo», è il ricordo del sindaco Vagnoni, che per molti anni ha condiviso la politica cittadina con Micozzi, «di un modo di far politica che, al di là delle posizioni ideologiche, anteponeva il dialogo e il confronto allo scontro che contraddistingue spesso la politica di oggi. Persona instancabile, sempre pronta a darti un consiglio. Lascia un grande vuoto umano».
Tra i presenti anche personaggi della sinistra della cittadina come Sandro de Santis, Romano Antonini e il segretario del Pd Mauro Paci. «Sempre avversari», è il ricordo di Paci, «dal punto di vista politico ma sempre nel reciproco rispetto delle proprie idee». Presenti anche l’ex sindaco Abramo Di Salvatore, Micozzi è stato suo vice e assessore, e l’ex sindaco e attuale presidente della Poliservice Gabriele Rapali. All’uscita della salma c’è stato un picchetto da parte degli aderenti dell’Anmi, l’associazione marinai d’Italia, di cui Micozzi faceva parte: era stato uno dei fondatori della sezione truentina. Dopo il rito funebre la salma è stata tumulata nel cimitero di Martinsicuro.
Dopo il funerale di Micozzi, nella stessa chiesa, si è tenuto il funerale di Enio Vagnoni, storico commercialista della cittadina ed esponente dell’allora Partito Socialista, che si è spento a 77 anni.
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