La chiusura della ex discarica è prevista entro febbraio

SANT’OMERO. Il sindaco di Sant’Omero, Andrea Luzii, è stato riconfermato commissario ad acta per la chiusura della ex discarica di contrada Ficcadenti a Sant’Omero. La riconferma arriva alla vigilia...
SANT’OMERO. Il sindaco di Sant’Omero, Andrea Luzii, è stato riconfermato commissario ad acta per la chiusura della ex discarica di contrada Ficcadenti a Sant’Omero. La riconferma arriva alla vigilia della riconsegna del tombamento definitivo del sito che, se tutto andrà bene (l’incognita è sempre il maltempo), dovrebbe avvenire entro febbraio. I lavori sono a buon punto ma le condizioni meteo di questi giorni hanno reso impraticabile il terreno. I lavori erano stati consegnati nella scorsa primavera. La gara, per un importo complessivo di 816mila euro finanziato dalla Regione Abruzzo, era stata aggiudicata con un ribasso del 28,603%. L’appalto dei lavori ha rappresentato un risultato importante mettendo la parola fine ad un grave problema, di natura ambientale, che da anni affliggeva la comunità di Sant’Omero e tutto il territorio limitrofo.
L’Unione dei Comuni Val Vibrata è proprietaria della discarica dal 2005. Per lo smaltimento del percolato, l’Unione aveva stanziato 240mila euro. La Città-territorio ha continuato a spendere denaro fino a quando non sono state concluse le procedure per la definitiva chiusura del sito che tante polemiche, costi e preoccupazioni ha generato. La presenza di percolato misto ad acqua piovana non era passata inosservata, tanto da far scattare i controlli. Andrea Luzii, diversi mesi fa, aveva delegato la polizia locale che era andata sul posto, riscontrando l’effettiva mancanza di interventi di rimozione e smaltimento. Da qui era partito anche un esposto alla Procura della Repubblica contro ignoti da parte dalla polizia locale e la segnalazione degli stessi vigili urbani all’Arta, all’ufficio ambiente del Comune ed al sindaco, anche in quanto commissario ad acta della discarica. Ed il primo cittadino emise un’ordinanza con cui obbligava l’Unione di Comuni Val Vibrata, proprietaria dell’impianto ed ente a cui spetta la manutenzione, a rimuovere rifiuti speciali e non presenti nell’impianto per sovvalli che si trova a poca distanza dalla fondovalle del Salinello.
(a.d.p.)
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