La ciclabile del Vibrata sul tavolo dell’Anac

Esposto dei proprietari all’Anticorruzione: «Mancano pareri vincolanti e le carte non sono reali»
ALBA ADRIATICA. La pista ciclabile lungo il Vibrata finisce sul tavolo dell'Autorità nazionale anticorruzione, che starebbe già valutando le carte. Dopo mesi di proteste da parte dei proprietari terrieri interessati dal progetto del primo tratto Alba Adriatica-Corropoli, infatti, il loro portavoce, il consigliere comunale albense Luca Falò, ha inviato all'Anac un esposto in cui chiede verifiche sulla legittimità dell'iter burocratico. Iter che, dopo lunghi ritardi, è stato completato fino alla gara d'appalto dall'Unione dei Comuni della Val Vibrata a tempo di record tra i mesi di maggio e giugno, riuscendo a non perdere il finanziamento regionale da un milione e 350mila euro che era in scadenza. «Fretta paradossale, se rapportata alla data di inizio della fase progettuale che risale all'anno 2000 e che in ogni caso non può giustificare l'ignoranza delle procedure che la legge prevede a garanzia del pubblico interesse e che abbisognano di una cautela che non pare sia stata adottata nel complesso iter procedurale», scrive Falò all'Anac a nome delle decine di proprietari dei terreni interessati dagli espropri.
Nell'esposto, il primo punto è dedicato alla lamentata «illegittimità delle procedure di approvazione per difetto nell'ottenimento di pareri vincolanti», poiché il progetto esecutivo della pista ciclabile è stato approvato prima che il consiglio comunale di Alba Adriatica avesse dato il suo ok e nel disegno non viene fatta menzione di alcuni pareri vincolanti. C'è inoltre la questione delle modifiche progettuali al percorso dovute alle prescrizioni del Genio civile, che non sarebbero state inoltrate agli enti interessati. Ma il problema più sentito da parte dei proprietari è quello che riguarda il rischio esondazione del torrente Vibrata, che potrebbe creare problemi alla nuova pista ciclabile già durante i lavori. Secondo Falò, infatti, «il progetto che ha concluso l'iter autorizzativo è stato redatto su una fotogrammetria che riproduce lo stato del torrente in data pregressa e non ne riporta lo stato attuale. Nello specifico, l'erosione del torrente della sponda sud è proseguita in maniera significativa al punto da far ricadere la pista, in alcuni tratti, al limite dell'attuale letto fluviale. Tale circostanza vizia la procedura autorizzativa, dal momento che chi ha espresso i pareri di natura idraulica ed idrogeologica ha visonato sulle carte una situazione che non corrisponde al reale». Ora la speranza dei proprietari è che l'Anac invii il proprio responso prima dell'avvio dei lavori, ormai vicino.
Luca Tomassoni
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