La Cisl: «Le difficoltà di Stellantis frenano le aziende teramane»

30 Settembre 2024

Il segretario provinciale Benintendi: «Molte imprese stanno facendo ricorso alla cassa integrazione Il territorio non ha una sua identità produttiva e c’è tanto lavoro povero, servono politiche mirate»

TERAMO. Il momento difficile di Stellantis, il lavoro povero e l'assenza di una identità economica: sono i principali nodi con i quali la provincia di Teramo sarà chiamata a confrontarsi nei prossimi mesi e sui quali la Cisl invita le istituzioni a riflettere, avviando un percorso condiviso teso a mettere in campo politiche attive a sostegno del territorio. I temi nazionali e internazionali non sono sganciabili dalla condizione che il Teramano sta vivendo: la situazione complessa di Stellantis e di tutto l'automotive ha ed avrà ripercussioni tangibili per l'indotto provinciale.
LA CASSA INTEGRAZIONE
L'estate ha visto un significativo aumento della cassa integrazione e l'autunno non promette svolte positive. Per il segretario della Cisl Teramo, Fabio Benintendi, «l'incremento della cassa è condizionato dall'incertezza globale di alcune dinamiche produttive: c’è preoccupazione legata all’indotto Stellantis e fino a quando non si avranno delle risposte sui tavoli aperti a livello nazionale, inevitabilmente anche le aziende del nostro territorio potrebbero essere costrette a continuare a fare ricorso agli ammortizzatori sociali. C'è da tenere sotto controllo il fronte delle aziende legate al mercato tedesco, e va monitorata anche la filiera collegata alla produzione delle macchine agricole che a sua volta risente delle tante questioni ancora irrisolte che riguardano il mondo dell’agricoltura. Rispetto al ricorso alla cassa integrazione, l’auspicio è che si possano utilizzare in modo oculato le risorse messe a disposizione dalla Regione per affrontare al meglio le transizioni occupazionali dei lavoratori, anticipandone possibili criticità di ricollocazione con azioni tempestive che tengano conto delle competenze e delle opportunità occupazionali territoriali». Benintendi sottolinea come il ricorso alla cassa integrazione pesi di più sui precari: «È dimostrato che nei momenti di incertezza produttiva i primi contratti a non essere rinnovati sono quelli del personale assunto attraverso le agenzie per il lavoro».
LAVORo povero e sostegni
Accanto a questo scenario va rilevato come i recenti dati nazionali diano l'occupazione in crescita, con una contrazione in Abruzzo nell'ultimo trimestre. Per la Cisl va fatta una lettura ponderata: «C’è un problema legato al cosiddetto lavoro povero riconducibile alla discontinuità lavorativa, alla proliferazione di contratti part-time e all’applicazione di contratti collettivi non sottoscritti dalle organizzazioni sindacali più rappresentative», dice Benintendi, «c’è poi un ulteriore problema che andrebbe affrontato in modo strutturale: l’incontrollato aumento dei prezzi che, nei fatti, rischia di limitare gli aumenti retributivi scaturiti dal rinnovo di importanti contratti collettivi». Che politiche si aspetta la Cisl a sostegno del mondo del lavoro? «Noi ribadiamo la fondamentale importanza della formazione, degli Its e di tutte le politiche mirate a rendere più forti i lavoratori nel mercato del lavoro, auspicando non finanziamenti a pioggia, ma mirati, che tengano conto degli effettivi fabbisogni di ciascun territorio». Il segretario torna a invitare parti sociali e istituzioni della provincia a dire che idea abbiano della Teramo del futuro, «sciogliendo alcuni nodi irrisolti che riguardano il ruolo da riconoscere all’università, l’idea di riorganizzazione della sanità, il destino delle aree interne. Ripetiamo da tempo che la principale criticità del territorio teramano consiste nell’incapacità di condividere delle linee programmatiche in grado di guardare al futuro e immaginare una Teramo con una precisa identità».
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