La città del futuro tra il vecchio stadio e l’ex ospedaletto

Gli studenti d’Architettura elaborano 24 progetti per recuperare gli spazi dismessi, oggi si apre la mostra
TERAMO. La città del futuro raccontata in ventiquattro idee progettuali. A tratteggiarla sarà la mostra, organizzata dal Comune in collaborazione con la scuola di Architettura e Design dell'università di Camerino con sede ad Ascoli e con l'ordine provinciale degli architetti, che sarà inaugurata oggi alle 18.30 a margine della prima giornata di lavori degli Stati generali della cultura, Nelle sale espositive dell'Arca, all'interno dell'ex provveditorato, troveranno spazio tavole progettuali che ripensano spazi dismessi come l'ex ospedaletto di via Taraschi, il vecchio stadio e l'ex mercato coperto. Sono il frutto di sei mesi di analisi e di ricerche portati avanti dagli studenti dell'ateneo marchigiano in applicazione del protocollo d'intesa sottoscritto un paio d'anni fa con l'amministrazione comunale. «Ci siamo confrontati sulle problematiche legate a processi di trasformazione e riqualificazione urbana nel fronte sud del centro che gravita verso il Tordino», spiega Marco D'Annuntiis, docente che ha guidato l'attività didattica, «cogliendo la suggestione del super parco fluviale, ricostruendo la filiera corta del cibo». Così l'ex ospedaletto nei pressi di corso Porta Romana, nelle schede elaborate dagli universitari, diventa la sede dell'Accademia della cucina teramana, l'area del mercato acquista la funzione di grande piazza del mercato e per eventi, mentre l'ex mercato coperto torna a rianimarsi grazie allo street food e alla valorizzazione dei prodotti tipici. «Si tratta di idee realizzabili», osserva l'assessore all'urbanistica Valeria Misticoni che ha promosso l'iniziativa insieme al suo collega di giunta Marco Chiarini delegato alla cultura, «nelle quali sono sviluppate le potenzialità della città con uno sguardo nuovo e fresco». Alle dodici soluzioni prospettate dagli studenti se ne aggiungeranno altrettante selezionate dall'ordine degli architetti e che attengono sempre alla rivitalizzazione di contenitori e spazi urbani inutilizzati. In questo caso però, oltre a presentare tesi di laurea, l'esposizione proporrà le schede progettuali elaborate per concorsi d'idee e studi di fattibilità rimasti sulla carta o anche tradotti in pratica. «Si può costruire così un quadro sinottico di interventi», osserva Giustino Vallese, presidente provinciale dell'ordine degli architetti, «che illustra quali destini e potenzialità può avere la città, nata come polo amministrativo e progressivamente depauperata di funzioni e attività che le erano proprie». La mostra, dal titolo "Progetti per Teramo" e che resterà aperta fino a domenica, in coincidenza con gli Stati generali della cultura, assumerà così connotati di una sorta di "Urban center", un incubatore d'idee sullo sviluppo urbanistico. All'esposizione sarà associata una tavola rotonda, in programma per venerdì dalle 15 alle 19 e dedicata proprio alla condivisione di spunti e "visioni" della città del futuro. «Gli Stati generali», conclude Chiarini, «saranno un'ottima occasione anche per fare in punto su quanto il Comune sta realizzando in campo urbanistico».
Gennaro Della Monica
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