La città omaggia Pannella con una stele e un viale

Inaugurato il monumento e intitolata la strada davanti alla scuola Noè Lucidi Il sindaco: «Per tutti è stato un esempio di passione civile, libertà e coraggio»
TERAMO. «Uno straordinario esempio di passione civile, lungimiranza politica, libertà e coraggio: questo è stato Marco Pannella»: con queste parole ieri pomeriggio alle 17 il sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto ha aperto la cerimonia di intitolazione al leader radicale del viale che corre fra i giardini Ivan Graziani e la scuola Noè Lucidi.
Un tratto di strada che dal ponte San Ferdinando porta al cuore della città, quella città dove «Marco negli ultimi anni voleva tornare sempre più spesso, ne aveva quasi un bisogno fisico: qui si sentiva bene, fra la sua gente», ha ricordato Rita Bernardini presidente nazionale dell'associazione "Nessuno tocchi Caino" e amica di una vita di Pannella.
L'intitolazione del viale al leader radicale ha visto l'amministrazione comunale, che ha raccolto la proposta dell'associazione Teramo Nostra con la quale il leader radicale ha condotto molte battaglie cittadine a partire da quella per la salvezza del teatro romano, apporre una targa e una stele col volto dell'illustre teramano che emerge dal marmo bianco. All'appuntamento hanno preso parte, portando saluti e ricordi legati a Pannella, diversi parlamentari ed esponenti del partito radicale: i senatori Luciano D'Alfonso, Gaetano Quagliarello e Nazario Pagano; il deputato Roberto Giachetti; il segretario dei Radicali Maurizio Turco; Paolo Forlì dell'associazione Luca Coscioni. Tutti, nel ringraziare l'amministrazione e il consiglio comunale per l'omaggio riservato al leader radicale, hanno consegnato ai presenti pensieri e ricordi anche molto personali legati a Pannella: sono state ripercorse le lotte per i diritti civili, l'umanità e il senso di giustizia che ne hanno sempre guidato le battaglie, la determinazione e la modernità di pensiero che lo hanno reso uomo trasversalmente apprezzato. Ma Pannella è stato anche un personaggio scomodo, ingombrante e irruento: caratteristiche che «non gli hanno permesso di avere riconoscimenti politici in vita, ma di certo ha avuto riconoscimenti costanti dai cittadini che ne hanno sempre apprezzato la forza e la caparbietà», ha ricordato Giachetti.
Di Pannella, scomparso nel maggio 2016, è stata ricordata la sua passione per la vita, il coraggio nel farsi portavoce di quanti non avevano voce: a partire dai detenuti, come ha ricordato Rita Bernardini che «chiamavano Marco "uno di noi" perché lo sentivano autenticamente vicino a loro» ha detto. Alla cerimonia hanno preso parte i rappresentanti di enti e istituzioni, della cultura cittadina, dell'associazionismo e tanti cittadini. «Quello odierno è un atto non solo simbolico ma che vuole tradursi in un abbraccio quotidiano dei teramani a Marco, un abbraccio vero e sincero e che vuole preservare per sempre la figura di Pannella da ogni ipocrisia. Un abbraccio che gli rivolgiamo consapevoli del fatto che un gigante della politica, delle idee, della battaglie per i diritti universali, era figlio di questa terra, era uno di noi», ha detto il sindaco prima di scoprire la targa che consegna alla storia viale Marco Pannella.
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