La città piange Federico: «Inaccettabile»

Tanti messaggi di cordoglio (anche del sindaco e dell’amministrazione) per l’operaio 26enne uscito di strada con la moto
GIULIANOVA. È stata eseguita ieri l’autopsia su Federico Berilli, l’operaio giuliese di 26 anni morto nella notte di mercoledì in via Montello mentre tornava a casa sulla sua moto. Federico è morto per lo shock emorragico dovuto alle lesioni agli organi interni subite nello schianto contro un muro. Sono stati eseguiti anche i prelievi di rito ai fini dell’esame tossicologico, i cui risultati si conosceranno più avanti. La salma dopo l’autopsia, disposta dal pm Francesca Zani ed eseguita dal medico legale Giuseppe Sciarra, è stata restituita ai familiari: i funerali si svolgeranno domani alle 15 nella chiesa di San Flaviano, la camera ardente è stata allestita all’obitorio dell’ospedale di Giulianova.
Sono tanti i messaggi di cordoglio sui social, da parte di amici, conoscenti e anche dell’amministrazione comunale, per la scomparsa di Federico. «Non servono a molto oggi le parole», si legge nella nota dell’amministrazione, «ma desiderio del sindaco Jwan Costantini e della maggioranza amministrativa è stringersi ai genitori, ai familiari e agli amici di Federico, esprimendo il proprio cordoglio e facendosi portatori della commozione, del rimpianto e dell'enorme dispiacere che hanno segnato la comunità giuliese». Nella sua vita Federico ha avuto tanti amici, molti dei quali conosciuti tra i banchi di scuola, tra i quali Luis Julio Elderes che scrive sui social: «Amico mio, ci siamo conosciuti alle medie. Eri lì col sorriso sempre stampato in bocca. Sei e sarai sempre il numero uno, colui che mi passava le copiette sotto il banco di scuola e che suonava il flauto traverso con me nell'orchestra scolastica». Anche Beatrice Forcina ha conosciuto Berilli alla scuola media. «È inaccettabile», scrive, «era un ragazzo d'oro. Mai una parola fuori posto e sempre sorridente con tutti. Un forte abbraccio alla sua splendida mamma». Federico ha lasciato il segno anche alla scuola dell’infanzia e lo ricorda così la sua insegnante Rita Piccioni: «Federico era un ragazzo meraviglioso, lo ricordo sempre affettuoso e sorridente con quei suoi meravigliosi occhi di colore nero».
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