La città resterà senza teatro anche nel 2019

9 Gennaio 2019

Di Girolamo: «Se riuscissimo a vendere il mattatoio potremmo realizzare una struttura dietro la Villa»

ROSETO. «Se si riuscisse a vendere il mattatoio parte del ricavato potremmo investirlo per realizzare un teatro al coperto dietro la Villa comunale, ma comunque siamo condizionati e per il 2019 è difficile». A dirlo è il sindaco Sabatino Di Girolamo, che in teoria vorrebbe subito dotare la città di un teatro ma in pratica deve fare i conti con la realtà e con le finanze comunali.
Dopo la chiusura definitiva del cinema Odeon, avvenuta circa due anni fa e decisa dai proprietari, e con la Villa comunale, considerata dal primo cittadino «il cuore pulsante della cultura rosetana», ancora bloccata dai lavori in corso, Roseto, la seconda città della provincia di Teramo per numero di abitanti, non ha un vero e proprio spazio culturale a disposizione per ospitare manifestazioni importanti. E questo nonostante una fervente attività culturale, possibile grazie all’impegno di numerosi circoli e delle piccole librerie che organizzano, quasi ogni settimana, piccoli eventi. Ci sarebbe, in realtà, il Palazzo del mare, che però offre solo una sala con 80 posti a sedere e che dunque può ospitare al massimo presentazioni di libri. Senza considerare, poi, che attualmente non è fruibile dai disabili a fronte dell’ascensore ancora fuori uso. Attualmente il Comune, su richiesta, può avere a disposizione il teatro al centro Piamarta, “l’officina dell’arte”: un gioiello da 200 posti voluto da padre Antonio, l’attuale parroco della chiesa “Sacro Cuore”, ma che comunque non è di proprietà dell’amministrazione. «E’ una fortuna che padre Antonio ci conceda l’utilizzo del teatro», dice Di Girolamo, «che come vedo è molto utilizzato anche da diverse associazioni. Resta però uno spazio privato, che non può essere ovviamente a nostra completa disposizione. La priorità, a breve termine, resta quella di recuperare quanto prima la Villa comunale». Quella del primo cittadino, però, rappresenta solo una speranza, perché allo stato dei fatti i lavori alla Villa comunale sono fermi dal mese di giugno e, qualora dovessero ricominciare (secondo i progettisti non prima di marzo), entro giugno 2019 sarà completato, forse, solo il piano terra, che però sarà a disposizione del Coc, il centro operativo comunale in caso di emergenze. Il resto dell’edificio, invece, sarà ancora un cantiere aperto e per avere la villa comunale completamente a disposizione bisognerà attendere almeno un anno, se non due. (l.v.)
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