La città piange la morte di Pettinaro

Stroncato da un infarto mentre sciava a Campo Felice. Era stato dirigente scolastico, uomo politico, pedagogista e poeta
TERAMO. Stroncato da un infarto mentre faceva sci da fondo a Campo Felice. È morto così, ieri mattina, l’ex dirigente scolastico Giovannino Pettinaro, 67 anni, conosciutissimo e stimato in tutta la città. Il malore improvviso che lo ha colpito non gli ha dato scampo: i soccorritori, intervenuti sul posto anche con un elicottero nella speranza di poterlo trasportare rapidamente in ospedale e sottoporlo alle cure adeguate, non hanno potuto fare niente.
Inutili i tentativi di rianimarlo: constatato il decesso, la salma stata trasportata da Campo Felice – non lontano dal luogo dove il mese scorso è avvenuta la tragedia dell’elicottero del 118, schiantato contro la montagna con sei persone a bordo – all’obitorio dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila. La notizia della sua improvvisa scomparsa si è sparsa immediatamente in città, lasciando incredule e sgomente le tante persone che lo conoscevano e lo apprezzavano.
Originario di Civitella del Tronto, Pettinaro è stato insegnante, pedagogista, dirigente scolastico, autore di poesie, uomo politico, sindacalista, animatore del comitato di quartiere della Gammarana: tanti gli aspetti della sua vita e dei suoi numerosi impegni pubblici in città e nel mondo della scuola e della cultura, specchio della sua personalità complessa e della sua figura di intellettuale.
Fino a pochi anni fa, prima di andare in pensione, era stato il dirigente della scuola Risorgimento e prima ancora insegnante e autori di libri di pedagogia. Era stato un collaboratore e allievo del grande pedagogista Mauro Laeng, al quale aveva dedicato una voce nel Dizionario biografico degli abruzzesi. Fin da giovane aveva scritto poesie, pubblicando anche alcune raccolte di versi, l’ultima delle quali intitolata “Anche il poeta”, data alle stampe nel 2012.
La poesia era stata la sua grande passione, insieme alla scuola e alla politica, vissuta sempre con spirito di servizio e grande spinta ideale. Proveniente dall’esperienze giovanili nei gruppi di estrema sinistra, a cavallo tra gli anni Novanta e il Duemila era stato eletto consigliere comunale nella lista dei Democratici di sinistra, ricoprendo il ruolo di capogruppo consiliare di maggioranza, quando l’amministrazione civica era retta dalle giunte guidate dal sindaco Angelo Sperandio. La sua partecipazione alla vita politica si era concretizzata anche nell’attività sindacale, in particolare nella Cgil scuola.
Molto importante e appassionato anche il suo impegno nel comitato di quartiere della Gammarana, associazione di cui era stato promotore e principale animatore insieme ad Alfonso Marcozzi. In questa sua veste non aveva mai smesso di sottoporre all’attenzione dell’amministrazione comunale i tanti problemi del quartiere in cui abitava, sollecitando soluzioni e proponendo iniziative per migliorarne la vita sociale. Giovannino Pettinaro lascia la moglie Anna Ferrante, anche lei molto conosciuta e apprezzata in città per il suo incarico di coordinatrice delle scuole comunali dell’infanzia, e i figli Mauro e Silvia. Fino a ieri sera i funerali non erano ancora stati fissati, in attesa del nulla osta del magistrato dell’Aquila per il trasferimento della salma a Teramo.
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