La Cna: «Impegni concreti per far rivivere il centro»

4 Giugno 2018

L’economia cittadina vede in calo le aziende di moda, arredo, metallo ed edili Stasera gli imprenditori chiederanno dettagli sui progetti di rilancio

TERAMO. Una città che ha bisogno di una vigorosa sterzata. Un cambio di marcia per evitare il lento declino, dal punto di vista economico, in cui è scivolata negli ultimi anni.
Le cifre, d’altronde, parlano chiaro. Nel comune di Teramo, le imprese attive nel primo trimestre 2014 erano 5.594, nel primo trimestre di quest’anno anno erano appena 4 in più, 5.598. Di primo acchitto si potrebbe definire uno stallo bello e buono. Ma scendendo poi nel dettaglio si nota che purtroppo in economia “uno non vale uno” e che le industrie, le attività produttive che creano occupazione e ricchezza hanno molti segni negativi. E quindi meno imprese di abbigliamento (-6), meno gomma e plastica (-6), meno fabbricazione di prodotti in metallo ( -5) meno fabbricazione di altri prodotti minerali (-6), meno imprese edili (-19), meno mobilifici (-5). Di segno positivo i servizi: spesso si tratta di aziende strutturate, ma altrettanto spesso sono più fragili, l’unica strada per sfuggire alla disoccupazione. Crescono le attività nella ristorazione (+55), quelle nel commercio e riparazione di autoveicoli (+14), attività legali e contabilità (+11), consulenza aziendale (+14) solo per fare degli esempi.
Di questo, e di molto altro, si discuterà questa sera alle 19 nella sala convegni della Cna in un incontro con i setti candidati sindaci. A loro gli imprenditori chiederanno nel dettaglio come pensano di rilanciare l’economia cittadina.
«Il rapporto stretto tra artigianato, commercio e l’ambiente urbano ha determinato lo sviluppo della città», osserva il presidente Bernardo Sofia, «la grave e lunga crisi economica, con conseguenti disagi dettati dalla tragedia del Terremoto, la forte disoccupazione e la riduzione dei consumi, stanno producendo danni enormi al tessuto sociale teramano. Per l’ennesima volta, ma senza rassegnazione, denunciamo la situazione del centro storico. Il centro storico di Teramo deve tornare a vivere per due ragioni fondamentali : la prima perché è bello ed è il simbolo della coesione sociale di una comunità; la seconda, è che nel centro sono tanti gli esercizi commerciali e artigianali che danno lavoro e sussistenza a famiglie intere e questa consapevolezza non può essere sottaciuta».
L’invito ai candidati sindaci è dunque a impegnarsi seriamente su questo fronte. «L’invito è a essere propositivi, costruttivi, pragmatici, concreti», aggiunge il direttore della Cna, Gloriano Lanciotti, «se riuscissimo a far vivere nuovamente la città ai suoi abitanti e ambiziosamente far arrivare qualche turista, forse anche il commercio e l’artigianato ne potrebbero giovare, rendendo più confortevoli e sostenibili le vie del centro per i chi passeggia. Pensiamo al corso che è stato inagibile per tantissimo tempo e che deve essere ancora terminato e abbellito. Ma potremmo parlare ancora dei quartieri senza anima, della zona artigianale e industriale lasciata nel più completo abbandono, senza programmazione e potremmo aggiungere le ingenti risorse che la città non ha saputo catturare (penso ai 10 milioni del Masterplan per la funivia tra il centro e l’università). Insomma dovremmo ricordarci tutti ,che Teramo è la città capoluogo e merita più attenzione e rispetto. E, vista la drammaticità del periodo, credo che un po’ di buon gusto potrebbe almeno spingere i nostri decisori politici a non rimpallarsi più le responsabilità, a fare polemiche senza senso, perché questo cozza con le difficoltà delle famiglie, il disorientamento dei cittadini e delle imprese del territorio».
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