La Colonnelli 2.0 partner di grandi griffe

12 Febbraio 2019

Colonnella, l’azienda che produce borse è passata da 25 a 200 dipendenti grazie a investimenti su tecnologia e immagine

COLONNELLA. E’’ una storia a lieto fine. Iniziata negli anni Settanta in uno dei tanti sottoscala che in Val Vibrata ospitavano un piccolo laboratorio a façon. Tante di quelle piccole aziende hanno chiuso sotto i colpi della prima crisi che investì il settore moda negli anni Novanta e poi di quella recente, iniziata nel 2009. Invece la Colonnelli 2.0 prospera: in quattro anni da 25 dipendenti l’azienda di borse è passata ad averne 200. E non è tutto.
Sono passati tanti anni da quel lontano 1977, oggi il fondatore Antonio Colonnelli non c’è più e accanto alla moglie Erminia, che rimane una colonna portate dell’azienda, c’è il figlio Riccardo, che ha preso il posto del padre, prematuramente scomparso, a soli 18 anni. Riccardo si fa le ossa, mantiene in vita l’azienda, a Colonnella, attraverso i duri tempi della crisi, fino al 2013. «Quando ho deciso di fare un passo che pochi avrebbero fatto», racconta Riccardo Colonnelli, «ho investito tutto quello che avevo in un nuovo capannone e in nuovi macchinari. E’ stata una scommessa, ma necessaria per mettere all’azienda di mettersi al passo con i tempi. E poi ho intrecciato rapporti con altri clienti, con grosse griffe». E ora la Colonnelli 2.0 produce per il gruppo Kering (che raggruppa marchi come Gucci, Bottega Veneta, Yves Saint Laurent) ed Lmvh (Fendi, Loropiana, Louis Vuitton) oltre che per Prada e Tod’s. «I clienti apprezzano soprattutto l’affidabilità e la precisione, anche nei tempi di consegna», racconta l’amministratore di Colonnelli 2.0, «ma questo comporta sacrifici: io sono al lavoro dalle 5 alle 20,30. Lo stesso mia madre, che ora è al controllo qualità. Siamo una famiglia che alle parole ha sempre preferito i fatti. E poi tutti i dipendenti sono bravi, senza di loro non saremmo andati da nessuna parte». Basilare anche quell’investimento di un milione e mezzo «in macchine automatiche, come quella per la lavorazione trapuntata, che riescono a fare lavori con un dipendente che non è un pellettiere trentennale, ma magari un giovane che non ha mai fatto questo mestiere». E a questo proposito, l’azienda di Colonnella sta per aprire “Academy 2.0” un centro di formazione che ha già avuto il placet dalla Regione (in partneship con l’agenzia interinale Hub) per formare, a proprie spese, 15-20 ragazzi alla difficile arte del pellettiere. L’inaugurazione è prevista a giugno. «Avere una forza lavoro capace è importante, il nostro successo si basa all'80% sui lavoratori. Stanno andando in pensione dei dipendenti, quindi è necessario un ricambio generazionale». L’azienda prevede di fare altre assunzioni «non tante perchè il grosso l’abbiamo appena fatto e ci dobbiamo stabilizzare». Ma, d’altronde, ora l’obiettivo è puntare a Francia e Gran Bretagna, dove Colonnelli conta di trovare altre commesse.
Una dimensione ancor più internazionale, dunque, possibile grazie anche a un altro tipo di innovazione, sull’immagine. Con la collaborazione della Gdo studio, agenzia di comunicazione e marketing, si è partiti con il restyling del logo e di tutta l'identità aziendale, per arrivare alla realizzazione di un nuovo company profile, alla creazione di un nuovo sito e all'apertura della pagine social. «Sono questi elementi indispensabili per rafforzare la propria presenza sia in campo nazionale che internazionale, in un mondo interattivo sempre più in espansione», commenta Giordano Colletta, titolare del Gdo studio.
E, infine, la sede. «A fine dicembre ci siamo trasferiti in un nuovo stabilimento più grande da 2.500 metri quadri, che si associa all’altra di 1.200, sempre a Colonnella: avere una sede consona fa anche parte dell’immagine per un’azienda che realizza prodotti di lusso», conclude Riccardo Colonnelli.
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