La commissione sul Masterplan fa squagliare la maggioranza

5 Agosto 2016

A casa perché in disaccordo i “dodiani” e l’Ncd, gli altri vanno avanti da soli. Il Pd: «Siamo al punto di non ritorno, meglio il commissario». Brucchi: «Se cado prima di dicembre? Mi ricandido»

TERAMO. Un’altra giornata di passione in Comune. La commissione urbanistica convocata per parlare dei progetti del Masterplan e della bretella autostradale che il gruppo Toto intende realizzare in Val Vomano diventa teatro dell’ennesimo sfaldamento del centrodestra e dell’ennesimo scontro frontale tra l’opposizione e ciò che resta della maggioranza. A rincarare la dose, salta la commissione di controllo e garanzia che doveva trattare dell’housing sociale di via Longo e parte della minoranza si rivolge al prefetto lamentando una sorta di boicottaggio dell’attività dell’organismo.

In commissione urbanistica si è presentata più o meno la metà della maggioranza, ovvero rappresentanti di Futuro In, Forza Italia e Insieme per Te. Erano assenti il gruppo di Dodo Di Sabatino, Teramo Soprattutto, e l’Ncd. I “dodiani”, secondo quanto ha spiegato al Centro il loro leader, avevano lamentato che «argomenti così delicati e dirimenti per il futuro della città non possono essere affrontati in questi tempi e con la mancata condivisione dell’assessore di riferimento». Ovvero di Valeria Misticoni di Ncd. La prima convocazione della commissione è saltata perché l’opposizione ha fatto mancare il numero legale, ma il pezzo di maggioranza presente ha voluto farla comunque in seconda convocazione.

«Una forzatura che è la dimostrazione plastica della fine di questa maggioranza, un pezzo di loro ha forzato il patto di prospettiva che tutti avevano firmato ai danni di un altro pezzo», ha detto Gianguido D’Alberto del Pd nella conferenza stampa convocata dai Dem e da “Teramo Cambia” subito dopo la commissione. «In una situazione di grave emergenza della città», ha continuato D’Alberto, «si è visto uno spettacolo penoso, uno scontro tra gruppi da cui usciranno tutti vinti sulla pelle dei teramani che sono i più vinti di tutti. L’assessore Misticoni è stata esautorata, subendo un attacco durissimo di cui lei e Ncd devono prendere atto lasciando l’assessorato.Non riconosciamo più questa amministrazione come un interlocutore politico, perché non sta amministrando ma sopravvivendo. Per questo non vogliamo starci. Oggi è il punto di non ritorno. Devono decidere adesso e prendere atto che è finita, nessun commissariamento può essere peggio di questo».

A ruota Maurizio Verna, presidente della commissione di garanzia e controllo, ha annunciato: «Alla seduta di oggi non si è presentato nessuno e non è la prima volta che succede, c’è sempre il tentativo di ostacolare e intimidire questa commissione. Andiamo dal prefetto a denunciarlo».

Il sindaco Maurizio Brucchi, come al solito, ha provato a mettere le pezze per conto di tutta la sua scalcinata compagnia e in una controconferenza-lampo ha detto: «Non vedo dove sia stata esautorata Valeria Misticoni, la delega alla pianificazione strategica ce l’ho io e in commissione si trattava appunto di progetti strategici. L’assenza di Teramo Soprattutto e Ncd? Nell’ultima riunione di maggioranza hanno posto un problema politico, che affronteremo in un tavolo e che non vi dico perché io i panni sporchi li lavo in famiglia. Vi dico solo che riguarda il rapporto tra gruppi, e non i temi della commissione urbanistica». Versione che collide in toto con quella di Di Sabatino.

A Verna il sindaco ha risposto così: «Quando vuole fare le commissioni deve concordare con l’amministrazione data e ora, insiste a convocare dirigenti assenti. Forse usa questo organismo per fare politica, ma finora su tutti i temi tirati fuori le minoranze non ci hanno mai colto in castagna. Fanno le commissioni a vuoto, noi siamo molto più bravi a metterci in difficoltà da soli». E giù una risata amarognola, condita da un mezzo annuncio: «Se mi mandano a casa prima di metà dicembre io sono ricandidabile, e sapete che non mi dispiacerebbe?».(d.v.)

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