La consulta giovanile: stop gioco d’azzardo

5 Gennaio 2019

Tortoreto, proposto un nuovo regolamento comunale con la richiesta di discussione in consiglio

TFORTORETO. La Consulta giovanile comunale di Tortoreto dichiara guerra al gioco d’azzardo e alla ludopatia. L’organo di rappresentanza dei giovani ieri ha protocollato in municipio la proposta di un nuovo regolamento comunale per combattere una delle peggiori piaghe della società, chiedendo di discuterlo e approvarlo in consiglio comunale. L’intenzione è quella di inasprire in città i vincoli che saranno introdotti a livello nazionale dal decreto Dignità, facendo riferimento anche ai gratta e vinci e al gioco online, oltre che alle sale slot e scommesse. Tra le proposte, la consulta giovanile segnala il divieto di pubblicità del gioco d’azzardo, ma anche quella delle vincite, compreso sugli organi di informazione e negli esercizi autorizzati, dove si ridurrebbe anche la possibilità di posizionare sedie e sgabelli al servizio dei giocatori. Forti limitazioni anche negli orari per scommesse e slot, ma anche nella presenza sul territorio dei locali da gioco: secondo la proposta, le attività dovrebbero essere poste ad una distanza di almeno 300 metri da luoghi sensibili come scuole, chiese, impianti sportivi, centri di aggregazione per giovani ed anziani e distretti sanitari. Il Comune, inoltre, dovrebbe vietare il gioco online effettuato attraverso connessioni al wi-fi pubblico, ma anche avviare campagne di educazione per la cittadinanza. Spiega la consulta giovanile comunale di Tortoreto nella nota di accompagnamento della proposta: «Il disturbo da gioco d’azzardo o ludopatia è una patologia che rientra nella categoria diagnostica dei disturbi del controllo degli impulsi. La crescita delle patologie compulsive legate al gioco d’azzardo investe in particolar modo le fasce sociali più deboli come i giovanissimi, i pensionati e le casalinghe, ciò a causa delle tipologie di gioco offerto e della loro immediata fruibilità. Questa problematica sociale e privata deve essere affrontata con attenzione e responsabilità da parte delle istituzioni poiché molte famiglie non sono a conoscenza di questa drammatica realtà. È difficilissimo identificare o riconoscere un ludopatico perché uno dei comportamenti tipici del malato è quello di mentire frequentemente. La malattia, nei casi più gravi, può condurre il soggetto a chiedere aiuto a degli strozzini. Altra problematica da non sottovalutare è l’intenzionalità di alcuni titolari delle attività di instaurare finti rapporti di amicizia al fine di invogliare il malato a frequentare lo stesso locale. Siamo certi che tutte le forze politiche siano concordi nell’approvazione definitiva del testo. Questa tematica, infatti, non ha colore politico e un atteggiamento passivo o indifferente delle istituzioni comporterebbe una sconfitta non solo politica, ma anche sociale e morale di un’intera comunità. La nostra proposta ricalca il dettato delle attuali normative nazionali e regionali». (l.t.)
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