La Corte dei conti boccia la finanza del Comune

22 Marzo 2017

Per i giudici contabili nel bilancio 2014 c’è un ricorso eccessivo alle anticipazioni di cassa. Berardini (M5S): «Segnalati problemi anche per il rendiconto 2013»

TERAMO. «La Corte dei conti boccia la gestione finanziaria del Comune». È quanto afferma il consigliere del Movimento 5 Stelle Fabio Berardini che cita la relazione della magistratura contabile riferita al bilancio 2014 dell'ente. Pur non avendo rilevato gravi irregolarità la Corte dei conti pone l'accento su alcune criticità, a cominciare dal ricorso all'anticipazione di cassa, di fatto alle somme che l'amministrazione prende in prestito dalla Popolare di Bari facendo leva sugli introiti fiscali stimati. «Tale somma ammonta a 32.024.442,67 euro», fa sapere Berardini, «di cui a fine 2014 alla banca sono stati restituiti 27.736.200,41 euro».

C'è insomma un disavanzo netto tra i prestiti e gli incassi effettivi e, come si legge nella delibera della Corte dei conti, «tale circostanza denota una sostanziale difficoltà nella gestione dei flussi di cassa, con evidenti riflessi sul bilancio dell'ente, per i costi connessi all'esposizione bancaria e con preoccupanti rischi per la tenuta finanziaria». L'utilizzo dell'anticipazione di cassa, dunque, «desta forti perplessità» nei magistrati contabili in quanto «oltre a produrre un aggravio finanziario per l'ente potrebbe costituire il sintomo di latenti squilibri nella gestione di competenza e, nei casi più gravi, configurare una violazione del disposto dell'artico 119 della Costituzione che consente di ricorrere al debito solo per finanziarie spese di investimento». Un altro aspetto problematico riguarda la capacità di riscossione tributaria. La media dell’ultimo triennio, è superiore rispetto a quella regionale e oscilla tra il 71 e il 74% ma, rileva la Corte, questi dati non possono essere considerati positivi perché «non risultano sufficienti a garantire una situazione di cassa accettabile».

I magistrati contabili, inoltre, esprimono «seri dubbi» sull'attendibilità di alcune poste in entrata relative a somme in riscossione da prima del 2010 e finora recuperate solo in minima parte. «Alla luce di tale situazione», osserva il consigliere dei 5 Stelle, «la Corte richiama l'attenzione dell'ente sul fatto che nonostante la gestione abbia chiuso dal punto di vista contabile con un saldo formalmente positivo, tale avanzo non risulta sufficiente a ricostituire i fondi vincolati per cui il risultato di amministrazione è sostanzialmente negativo».

Del totale di accertamenti e impegni nella parte corrente del bilancio, a fine 2014, risultavano ancora da riscuotere rispettivamente il 13% e il 4%. Anche questi dati, dunque, fanno registrare risultati negativi. La Corte dei conti, osserva infine Berardini, «ha sottolineato l'incompleta trasmissione dei chiarimenti sulle osservazioni al questionario al rendiconto 2013».

Gennaro Della Monica

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