La crisi si decide in consiglio Brucchi dirà se può uscirne o no

Al suo intervento seguirà il dibattito. Il sindaco: «Voglio restare ma non ci sto a farmi consumare» Intanto si tenta di riportare nella maggioranza due dissidenti storici, Campana e Micheli
TERAMO. Nel consiglio del 6 giugno, che si svolgerà alle 18 (quasi certamente al Parco della scienza, dove i lavori si sono appena conclusi, e non all’Ipogeo), il primo punto all’ordine del giorno saranno le comunicazioni del sindaco Maurizio Brucchi. Il quale, ovviamente, parlerà della crisi politica della sua maggioranza, che circa un mese fa lo ha costretto alle dimissioni poi rientrate, e indicherà la prospettiva dell’amministrazione. Ovvero, come ritiene che si debba andare avanti: con quale programma e con quale assetto di giunta.
Ieri, in conferenza dei capigruppo, si è stabilito che al discorso di Brucchi seguirà il dibattito, richiesto a gran voce dalle opposizioni. «Certo che ci sarà dibattito», commenta il primo cittadino, «anzi pretendo che tutti i consiglieri parlino. E se ci saranno degli assenti, vorrà dire che a quegli assenti non interessa il futuro di questa città». Ieri il sindaco ha stigmatizzato il comportamento della minoranza («Mi hanno mandato nella posta la mozione di sfiducia preparata contro di me e per la quale non hanno trovato le firme») e in generale l’aria che tira intorno al Comune («Sono ricominciate le polemiche strumentali, sembra che quelli dei 4.500 sfollati e delle centinaia di case inagibili siano problemi sistemati, che non sia accaduto niente. Invece va tutto affrontato e risolto»), ma soprattutto ha manifestato uno stato d’animo arrivato al limite della sopportazione («Voglio restare sindaco ma non ci sto a farmi consumare. Ho fatto tutto quello che potevo per far restare in piedi quest’amministrazione e nel frattempo in questo mese abbiamo anche lavorato, ma ora la città ha bisogno di un sindaco e una giunta a cui nessuno tolga la terra sotto i piedi. Sono stati tre anni di logoramento, è stato difficile resistere, ora basta»).
Tutto comprensibile, ma la domanda è: il sindaco ha recuperato una maggioranza? Di certo al momento c’è che non ci sono certezze. E che, più che sui tre dissidenti dell’ultima ora (Falasca, Sbraccia e Caccioni), si sta lavorando su due consiglieri fuoriusciti da tempo dalla maggioranza, ovvero Guido Campana di “Al centro per Teramo” e Raimondo Micheli di Fratelli d’Italia-An. I quali, a differenza di altri, si sono detti disponibili al dialogo – e Campana, ieri, in piazza ha dialogato sia con Paolo Gatti che con Alfonso Covelli. Ma di qui a darli già per recuperati ce ne passa.
Tornando al consiglio del 6, gli altri punti all’ordine del giorno saranno la proposta del Comune per rimodulare i fondi Masterplan inizialmente destinati alla funivia e la costituzione di un’Ats (associazione temporanea di scopo) per portare avanti un progetto sociale finanziato dall’Unione europea.(d.v.)
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