La difesa: non sono databili le ricerche on line di Simone

31 Marzo 2018

GIULIANOVA. Non solo telecamere e intercettazioni, ma anche l’impossibilità di datare cronologicamente quelle ricerche on line fatte da Simone sul fiume Chienti. C’è anche questo aspetto nel ricorso...

GIULIANOVA. Non solo telecamere e intercettazioni, ma anche l’impossibilità di datare cronologicamente quelle ricerche on line fatte da Simone sul fiume Chienti. C’è anche questo aspetto nel ricorso presentato al Tribunale del Riesame dell’Aquila e che già subito dopo Pasqua dovrebbe fissare l’udienza sulla richiesta di scarcerazione per Giuseppe e Simone Santoleri, padre e figlio in carcere con l’accusa di aver ucciso l’ex moglie e mamma Renata Rapposelli, 64enne pittrice teatina.
Secondo gli avvocati Alessandro Angelozzi, Gianluca Carradori e Gianluca Reitano, infatti, la consulenza della Procura su telefoni e pc non sarebbe riuscita a datare cronologicamente le ricerche fatte sul Chienti, la zona di Tolentino in cui è stato ritrovato il corpo della pittrice teatina. Sostiene la difesa che si tratta di ricerche che potrebbero essere state anche negli anni scorsi. Secondo inquirenti e investigatori ex marito e figlio hanno uccisa la donna quel 9 ottobre dell’anno scorso quando lei si è recata nella loro abitazione giuliese. E’ successo al termine di una lite scoppiata per questioni economiche, in un contesto familiare di rancore e odio. Poi i due, sempre secondo l’accusa, hanno chiuso il cadavere in una grossa busta, lo hanno nascosto in macchina per qualche giorno, coperto con un grosso scatolone e trasportato fino a Tolentino per liberarsene gettandolo in una scarpata.
Ad incastrarli, sostiene l’accusa, le immagini catturate da una telecamera a Porto Sant’Elpidio, intercettazioni ambientali e telefoniche, depistaggi e falsi alibi dei due. Ma per i difensori «i fotogrammi delle telecamere sono talmente sfocati che è veramente difficile identificare la macchina di padre e figlio. Si vede solo una macchina bianca e basta. Per quanto riguarda le intercettazioni ambientali si tratta di frasi estrapolate da un contesto e che quindi possono dire tutto e niente». (d.p.)
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