La famiglia: «Più controlli per evitare altre tragedie»

28 Settembre 2015

Parla lo zio e avvocato del bambino: «Speriamo di non dover più sentire di bambini o ragazzi che muoiono mentre giocano a pallone»

PINETO. Non è solo l’avvocato della famiglia. E’ soprattutto lo zio di Marco. Giulio Calabretta è uno dei tanti familiari che sceglie di ricordare sull’altare «perchè Marco era speciale». Ma dopo la cerimonia parla con i cronisti per lanciare un messaggio a nome dei genitori: «Noi tutti ci auguriamo che questo sia l’ultima volta che sentiamo di un bambino o di un ragazzo morto su un campo di calcio. Speriamo che da questa tragedia possa nascere la volontà di rivedere le normative sportive per l’attività non agonistica e rendere obbligatori tutta una serie di esami perchè quando ci sono dei difetti particolari, magari di natura meccanica, non basta un semplice elettrocardiogramma per scoprirli. Serve qualcosa di più mirato». E l’avvocato lancia un appello «affinchè da questo momento si inizi un percorso costruttivo».

Nell’inchiesta aperta dalla procura, quella del pm Andrea De Feis, per ora ci sono le prime certezze dell’autopsia che ha evidenziato l’esistenza di una malformazione congenita cardiaca causa della fibrillazione ventricolare che ha provocato la morte. Si tratta di una ipoplasia, termine scientifico per indicare che il ventricolo sinistro del cuore, quello che deve pompare il sangue al cuore, è troppo piccolo per farlo. Nel fascicolo c’è la ricostruzione di tutta la dinamica dei soccorsi: in quattro minuti esatti l’ambulanza medicalizzata del 118, arrivata sul posto un minuto dopo quella della Croce Rossa, è rientrata al pronto soccorso di Atri con il bimbo. De Feis ha iscritto nel registro degli indagati il medico sportivo che nei giorni scorsi aveva rilasciato il certificato di idoneità sportiva non agonistica dietro presentazione di un elettrocardiogramma così come prevede la normativa per l’attività non agonistica: un atto dovuto in presenza di un esame irripetibile come l’autopsia. «La famiglia ha nominato un proprio consulente che ha partecipato all’esame autoptico», dice l’avvocato Calabretta, «l’autopsia è stato un primo momento. Aspettiamo di conoscere i contenuti della relazione e i risultati dei test per gli approfondimenti».(d.p.)

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