La giovane: «Abusata in spiaggia Ero ubriaca, non so chi sia stato»

3 Agosto 2021

La ventenne interrogata dal magistrato che per il momento ha aperto un fascicolo contro ignoti C’è un referto medico, nelle prossime ore saranno ascoltate le persone che erano nello stabilimento

ALBA ADRIATICA. Parole e lacrime per raccontare. Perché si parte da qui per tratteggiare i primi confini del presunto caso di violenza sessuale che sabato sera sarebbe avvenuto ad Alba, in un tratto di spiaggia antistante un locale. Questo ha denunciato una ragazza di vent’anni che ieri mattina, così come prevede il Codice Rosso, è stata sentita dal pm Francesca Zani che per ora indaga contro ignoti.
La giovane donna, una teramana, ha raccontato di aver incontrato per la prima volta l’uomo nel corso di una serata in cui ha detto «ho bevuto». Poi i due sarebbero usciti da locale e sulla spiaggia l’uomo avrebbe abusato di lei. Tra i primi atti a comporre il fascicolo, oltre al racconto della ragazza, un referto medico: quello del pronto soccorso dell’ospedale. A scandire le indagini dei carabinieri della locale compagnia i tempi stretti dettati dalla recente normativa del Codice rosso che, tra le altre cose, stabilisce che la vittima sia ascoltata dal pm entro tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato. La denuncia della giovane è diventata il punto di partenza dell’indagine dei carabinieri che hanno avviato tutti gli accertamenti a cominciare dall’audizione delle persone che si trovavano all’interno del locale per ricostruire movimenti e spostamenti dei due. Si cercano anche eventuali immagini di impianti di videosorveglianza si del locale e si di altri vicini. Indagini serrate, che già nelle prossime ore potrebbero dare i primi importanti risultati, scandite proprio dai tempi imposti dalla normativa del Codice rosso che per queste tipologie di reato ha introdotto una presunzione di urgenza con lo scopo di avviare tempestivamente tutta la procedura potendo adottare - nel Paese dove i reati di violenza sono un amento - tutti i provvedimenti previsti dal codice. La nuova normativa, in questa Italia che continua a contare i femminicidi, ha come obiettivo quello di garantire una maggiore tutela alle vittime di maltrattamento, violenza sessuale, atti persecutori e lesioni, commessi in contesti familiari o nell'ambito di relazioni di convivenza, assicurando in particolare la tempestività dell'adozione degli interventi cautelari o di prevenzione.(d.p.)
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