La gita rischia di saltare, al Milli scatta la protesta degli studenti

7 Aprile 2019

A rendere impossibile la partenza, prevista per domani, sarebbe stata la rinuncia di una classe I ragazzi sono stati poi ricevuti dalla preside: si sta valutando un’altra data per il viaggio

TERAMO. La gita rischia di saltare e gli studenti dell’ultimo anno del Liceo Milli inscenano una protesta davanti all’ingresso dell’istituto. È quanto accaduto ieri mattina, con i ragazzi che hanno manifestato la propria delusione per la mancata partenza per Budapest, prevista per domani. Partenza che però sembra solo rimandata. Dopo l’incontro con la preside Stefania Nardini è infatti stata valutata un’altra possibile data e contattata l’agenzia, con i ragazzi che, salvo sorprese, dovrebbero partire entro i primi di maggio.
La protesta è scattata ieri mattina poco dopo le 8. «C’è stata promessa una gita che poi è saltata», hanno raccontato,«venerdì c’è stato comunicato che non saremmo partiti. È da settembre che stiamo chiedendo alla scuola di organizzare la gita ma non è stato fatto nulla se non a fine marzo. Ed è impossibile organizzare una gita in così poco tempo. Ci hanno illusi e questa ci sembra una mancanza di rispetto». Ma non solo. Perché gli studenti hanno contestato una generale mancanz adi organizzazione da parte della scuola. «Da settembre», hanno aggiunto, «abbiamo fatto solo un’assemblea di istituto delle nove che si spettano». Una protesta in seguito alla quale la preside, che venerdì aveva incontrato i rappresentanti degli studenti, ha ricevuto i ragazzi per chiarire la situazione. «Il 3 aprile una classe ha rinunciato al viaggio, che tra l’altro doveva partire l’8»,ha spiegato, «e di conseguenza sarebbero aumentati i costi. Insieme alla vice preside abbiamo contattato l’agenzia per vedere se si poteva mantenere lo stesso prezzo ma non era possibile. Ho così parlato con i rappresentanti degli studenti, è gli ho chiesto di valutare con i compagni cosa volessero fare, se rinunciare alla gita e farsi restituire la cifra o scegliere un’altra data, perché altrimenti avremmo dovuto trattenere la caparra dei ragazzi che avevano rinunciato. Aspettavo per oggi le loro proposte e invece li ho trovati a protestare».
Protesta che, dopo un nuovo incontro, sarebbe rientrata. Sulle assemblee la preside ha chiarito che «sono sempre state fatte».(a.m.)
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