La Golden Lady riparte e torna ad assumere

Basciano, dopo 10 anni di licenziamenti e ricorso agli ammortizzatori sociali l’azienda avvia una nuova produzione di calze e prende venti interinali
BASCIANO. Il tessile abbigliamento è stato praticamente spazzato via dalla provincia di Teramo, dopo averne sostenuto l’economia per un ventennio. Soprattutto il tessile, con l’annunciata chiusura delle Industrie tessili del Vomano, è sparito.
C’è però un’eccezione che sembrava, fino a qualche tempo fa destinata a seguire la sorte del settore. E invece la Golden Lady di Basciano ha saputo rialzarsi. E addirittura ha ripreso ad assumere. L’azienda ha infatti preso una ventina di lavoratori interinali.
La Golden Lady ha attraversato quasi 10 anni di crisi, con un ricorso quasi sistematico agli ammortizzatori sociali. Dai circa 500 dipendenti si è passati a 415 e poi a 300. In mezzo ristrutturazioni, chiusura del reparto intimo. E un’operazione naufragata miseramente, con l’affitto, nel 2013, di un capannone alla Sdg e il passaggio di 40 lavoratori. La produzione di suole non è mai partita e alla fine i 40 hanno perso il posto. «Attraverso una serie di investimenti e l’avvio di nuove produzioni nel sito di Basciano si è riusciti ad evitare l'epilogo dello stabilimento di Gissi. Sul quale si sono tentati investimenti alternativi finiti miseramente, così come è fallito il tentativo di far partire una produzione alternativa a Basciano, finita con la messa in mobilità dei 40 lavoratori transitati dalla Golden Lady», commenta Serafino Masci, segretario della Femca Cisl.
Fino al 2016 il futuro è rimasto incerto, poi l’introduzione di nuove linee di produzione e un nuovo assetto societario hanno cambiato la situazione. L’avvio della cucitura a quattro aghi ha consentito di far tornare a orario pieno tutti i dipendenti, e si è fatto ricorso a forze nuove con gli interinali.
«Fino a settembre 2016», aggiunge Giovanni Timoteo, segretario della Cgil, «c’è stato il ricorso alla cassa integrazione o solidarietà fino al 50%. Poi gli assetti organizzativi del gruppo hanno portato a consolidare l’organico che c'è e oggi per la prima volta ci sono nuove assunzioni. Tutto ciò è frutto di una serie di dinamiche. Questa azienda esiste ancora soprattutto perchè c'è stata sempre una strategia che si è confrontata, a volte con asprezza, con l'obiettivo di mantenere tutti i reparti produttivi dentro lo stabilimento e questo è stato possibile utilizzando gli ammortizzatori sociali. Se quella crisi la dovessimo avere oggi non avremmo gli strumenti per salvare la Golden Lady. Oggi la minore disponibilità di ammortizzatori sociali incide sulla capacità delle aziende di rimanere sul territorio. I lavoratori hanno dovuto fare sacrifici importanti, dal punto di vista di reddito ma anche emotivo perchè hanno vissuto in una situazione di incertezza».
In questo panorama, sottolinea Masci «la pagina negativa è la vicenda dei 40 lavoratori transitati alla Sdg: vogliamo cercare di recuperarli». «Ci auguriamo», aggiunge anche Timoteo, che la fase di nuovo sviluppo vada avanti recuperando quei lavoratori». L’azienda infatti non esclude di ampliare l'investimento nella cucitura a quattro aghi con possibilità di recuperare ulteriori posti di lavoro. (a.f.)
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