La Golden Lady vuole rilanciare il polo di Basciano

Nello stabilimento saranno prodotte le calze senza cuciture articolo di punta dell’azienda. Cauto il giudizio dei sindacati
BASCIANO. Sembrava una fabbrica destinata a una lenta consunzione, come l’omologa di Gissi. Invece pare che lo scenario sia cambiato. La Golden Lady vuole rilanciare il polo di Basciano (dove 330 lavoratori sono in contratto di solidarietà che scade a fine maggio) e trasferirvi la produzione delle calze senza cucitura, prodotto di punta dell'azienda tessile. Dopo mesi di tensione, dovuti alla chiusura di due linee produttive, e al timore di un brusco ridimensionamento dei livelli occupazionali, l'azienda ha comunicato che proprio nello stabilimento di Basciano sarà avviata una nuova linea di produzione.
Ad annunciarlo alle organizzazioni sindacali è stato lo stesso vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli, insieme al presidente della Provincia, Renzo Di Sabatino, nel corso di un incontro negli uffici dell'assessorato alle attività produttive a Pescara.
«Un segnale estremamente positivo che, considerata la storia aziendale della Golden Lady e il contesto del manifatturiero in Italia, costellato di scelte di delocalizzazioni in altri Paesi, va letto come una piccola ma significativa inversione di tendenza», affermano Di Sabatino e Lolli, «a stretto giro torneremo ad incontraci con sindacati, azienda e Confindustria; il gruppo avrà modo di spiegare nel dettaglio i termini del piano d'impresa ma non vi è dubbio che questo rappresenti un enorme passo avanti rispetto alle posizioni dei mesi scorsi quando si ventilava l'ipotesi di riduzione del personale». Alla riunione ha preso parte anche il sindaco di Basciano, Paolo Paolini.
I sindacati, che la prossima settimana avranno un incontro con l’azienda, hanno assunto un atteggiamento cauto. Vogliono capire la portata dell’annuncio, ad esempio capire se tutta la produzione sarà trasferita a Basciano o solo una parte e se la dichiarazione di oltre 80 esuberi sarà ritirata. Femca Cisl, Filctem Cgil e Uiltec Uil osservano che il progetto invertirebbe «il processo di dismissione produttiva sin qui realizzato» e «potrebbe fornire spazio per nuove opportunità di rilancio industriale. Queste novità, da approfondire e meglio definire in un successivo incontro con l'azienda, certamente, per il territorio, rappresentano un passo avanti ed una discontinuità importante per una vertenza dove, negli ultimi anni, i lavoratori non sono mai usciti dalla dimensione dell'emergenza occupazionale e reddituale». Nel considerare positive le novità ritengono «prematuro esprimere valutazioni compiute che necessitano di ulteriori passaggi e verifiche dentro un puntuale e specifico confronto con l'azienda». (a.f.)
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