La guardia medica si è trasferita ieri nella nuova Uccp

2 Febbraio 2016

TERAMO. Da ieri sera la postazione di continuità assistenziale (volgarmente detta guardia medica) di Teramo si è trasferita dall’ospedale Mazzini all'Uccp (unità operativa complessa di cure primarie)...

TERAMO. Da ieri sera la postazione di continuità assistenziale (volgarmente detta guardia medica) di Teramo si è trasferita dall’ospedale Mazzini all'Uccp (unità operativa complessa di cure primarie) del distretto sanitario di base, in circonvallazione Ragusa 1. Ne dà notizia la Asl in una nota.

«La postazione di continuità assistenziale», spiega l’azienda, «è stata trasferita presso la nuova struttura e sarà operativa: tutti i notturni dalle 20 alle 8; il sabato e i pre-festivi dalle 10 alle 20; la domenica e i festivi dalle 8 alle 20. Il servizio di guardia medica garantisce l'assistenza medica di base per situazioni che rivestono carattere d'urgenza e che si verificano durante le ore e giorni sopra indicati».

Per evitare afflussi anomali, la Asl chiarisce che «non rientrano nelle urgenze: le prescrizioni di farmaci; la continuazione del certificato di malattia;la misurazione della pressione arteriosa;la pratica di iniezioni intramuscolari;la richiesta di consulti telefonici per forme cronicizzate per le quali sono già state prescritte terapie;tutti gli interventi di tipo chirurgico (come suture e medicazioni)».

L’azienda poi ricorda all'utenza che «il numero telefonico unico di continuità assistenziale è 0861.440620. Le chiamate saranno ricevute nella sede della nuova centrale operativa che, alla Asl di Teramo, integra i servizi di emergenza sanitaria (cioè quelli del 118) con quelli di continuità assistenziale. La nuova organizzazione», conclude la Asl, «costituisce di fatto una rete integrata di medici di medicina generale, pediatri e medici dell’area di emergenza/urgenza, che sarà in grado di individuare immediatamente il servizio più utile da fornire al paziente che chiama: dal consiglio telefonico, alla visita medica domiciliare, fino all’invio di un'ambulanza nei casi più gravi. Lo scopo del nuovo modello organizzativo è rispondere in maniera più efficace ai bisogni di salute della popolazione e - nel contempo - ridurre gli accessi impropri al pronto soccorso, razionalizzando le risorse presenti sul territorio».