La guerra di D’Alberto al Ruzzo divide la politica e la sinistra

Il consigliere regionale Mariani e il capogruppo di “Insieme possiamo” Core si schierano con il sindaco “Futuro in”: «Scelta isolazionista”. Il segretario del Pd Minosse: «Quando perdi 33 a 1 è una disfatta»
TERAMO. Il triplo no del sindaco Gianguido D’Alberto a bilancio, piano industriale e pianta organica del Ruzzo scatena reazioni contrastanti. La secca bocciatura da parte del primo cittadino teramano dei tre provvedimenti, approvati con il suo solo voto contrario nell’assemblea dei soci di giovedì, è condivisa dal consigliere regionale di Abruzzo in Comune Sandro Mariani. «Giù le mani dall’acqua», afferma, la gestione deve essere più efficiente, più sicura e non ricadere sempre sulle tasche dei cittadini». Il consigliere fa notare che «all'evidenza dei numeri del bilancio approvato, la situazione dei debiti e dei crediti, dei costi di personale e di altri costi di gestione non è migliorata rispetto al passato». A detta di Mariani «non è possibile continuare a garantire la sostenibilità aziendale lavorando sempre sull'aumento delle tariffe senza tenere veramente sotto controllo i costi».
Plaude al sindaco anche il deputato grillino Fabio Berardini secondo cui D’Alberto ha raccolto la denuncia dei Cinque stelle sul rincaro delle bollette. Il parlamentare punta il dito contro il ricorso dell’azienda al lavoro interinale: «Il sindaco a tal proposito dovrebbe attivare tutti gli strumenti messi a disposizione dalla legge per combattere tale ingiustizia poiché le parole non bastano». Invece per il gruppo di “Futuro in” «ha davvero dell’incredibile la posizione isolata e isolazionista del Comune di Teramo sul Ruzzo». Il voto contrario di D’Alberto secondo la lista civica che fa riferimento a Paolo Gatti è stato pregiudiziale «solo perché non è riuscito ad occupare politicamente l’acquedotto del Ruzzo». Secondo “Futuro in” servono capacità di dialogo e leadership, «qualità che non sono proprie di D’Alberto né della sgangherata armata Brancaleone che lo sostiene». Immediata la replica del capogruppo di “Insieme possiamo” Andrea Core. «Non so se questa amministrazione sia un’armata Brancaleone e incapace», afferma, «quel che è certa è la sonora bocciatura di una compagine politica che ha confuso potere e politica, interessi personali e bene comune». Il rappresentante della lista civica di D’Alberto non si dice sorpreso che i gattiani «davanti all’incapacità di intercettare e dare risposte alle problematiche dei cittadini, si siano trincerati in accorducci e inciuci di bassa lega e di conseguenza nella difesa di una governance che, a questo punto, è praticamente interamente a loro riconducibile». Per questo Core rinnova l’invito al confronto anche in consiglio comunale sulle criticità nella gestione del Ruzzo e poi polemizza anche con il vicepresidente del Ruzzo Alfredo Grotta: «Abbiamo costruito la nostra storia sull’indipendenza da ogni tipo di padrino e padrone politico», osserva, «le dinamiche partitiche le lasciamo ad altri, magari a loro stessi che ne hanno beneficiato in sede di elezione del Cda». Per il vicepresidente le critiche di Core «fanno sorridere ed evidenziano uno stato di confusione». Grotta ricorda, tra l’altro, che il Ruzzo applica la tariffa più bassa d’Abruzzo e tra le più basse d’Italia». A Mariani, e allo stesso D’Alberto, risponde il segretario provinciale del Pd, nonché sindaco di Cortino che ha votato a favore dei provvedimenti portati in assemblea, Gabriele Minosse: «Quando perdi 33 a 1 non è una sconfitta, è una disfatta su cui riflettere a lungo», una sconfitta che «non è figlia di un complotto della Spectre, ma di un manifesto isolamento in cui ci è autoconfinati». Minosse ritiene inaccettabile che «un consigliere si permetta di offendere l’operato della quasi totalità dei sindaci della provincia, offendendo così l’intelligenza di tutti i cittadini». A Mariani consiglia dunque «maggior rispetto per le scelte dei sindaci».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

