La Julia servizi licenzia. La Cgil: mobbing

13 Luglio 2014

Impiegato cacciato perché secondo la società del Comune «è improduttivo». Il sindacato attacca: è scomodo all’ufficio

GIULIANOVA. La Julia servizi più, società partecipata del Comune che eroga servizi di gas e luce, licenzia un dipendente, assunto a tempo indeterminato da gennaio e Amedeo Marcattili, della Funzione pubblica Cgil, attacca l’amministrazione comunale perchè «invece di dare nuovi posti di lavoro, inizia una legislatura creando disoccupati». L’amministratore unico della Julia Servizi Simona Conte replica però che il dipendente negli ultimi periodi ha avuto un rendimento lavorativo sempre più calante. Questo è il primo caso di licenziamento di un dipendente comunale, seppure di una società partecipata, cosa che, a Giulianova come in tutta Italia, desta scalpore.

Marcattili denuncia però «una sorta di mobbing nei confronti del dipendente» che, negli ultimi periodi, non aveva neppure un computer con cui lavorare. «Negli ultimi mesi», spiega Marcattili, «gli è stato impedito di svolgere il proprio lavoro. Mi viene il dubbio che l’uomo fosse scomodo all’interno dell’ufficio e che, forse, abbia denunciato alcune cosa che non andavano e per questo è stato emarginato». Il dipendente era stato assunto con un contratto a tempo determinato nell’aprile 2012; nel gennaio scorso, invece, il suo contratto è passato a tempo indeterminato. «Invece di creare nuovi posti di lavoro come promesso», tuona Marcattili, «la nuova amministrazione Mastromauro crea disoccupati». Nella lettera di licenziamento, recapitata all’ex dipendente mercoledì scorso, il suo allontanamento viene motivato per una «migliore razionalizzazione nell’ambito delle risorse della nostra società». Nella comunicazione è specificato inoltre che l’impiegato non poteva essere adibito a nessun altra mansione. «Solo qualche giorno fa», continua il segretario della Cgil, «sono stati decantati i risultati più che positivi del bilancio della Julia servizi. In che modo vengono fatti tornare i conti? Licenziando il personale? Non si possono licenziare i lavoratori in un’azienda in cui va tutto bene, è ridicolo. Mi sorge il dubbio che si sia trattato di un individuo scomodo». La risposta dell’amministratore unico Simona Conte è altrettanto incisiva e decisa. «Io gestisco la società», commenta Conte, «come se fosse una impresa privata: se il lavoratore non serve o non produce si licenzia. Non posso buttare via soldi per un dipendente inutilizzabile e che, per di più, ha dimostrato, negli ultimi mesi, un rendimento sempre più scarso». L’amministratore unico dichiara dunque che il motivo del licenziamento dell’uomo è stata la sua scarsa produttività, «La società effettua controlli periodici sul lavoro dei dipendenti», continua Conte, «e il suo rendimento rasenta lo zero. La sua mansione, veramente leggera, può essere ridistribuita sugli altri otto dipendenti senza creare loro nessun disagio». Lo scorso dicembre, Simona Conte aveva tenuto una riunione con il personale dell’ufficio di corso Garibaldi per comunicare loro che, da aprile, la società partecipata avrebbe iniziato a prestare servizi anche di energia elettrica, oltre a quelli di gas e metano, e che il carico di lavoro sarebbe aumentato. Per questo motivo, il dipendente ora licenziato, disponibile a maggiori sacrifici lavorativi, come il resto dei dipendenti, era stato assunto a tempo indeterminato. «Mi aspetto azioni legali da parte del dipendente», conclude Simona Conte, «ma sono tranquilla, il suo impegno è documentato».

Margehrita Totaro

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