La Lazzaroni assorbe 50 ex operai della Crudi

18 Agosto 2018

Isola, se ne è discusso fra il titolare e il presidente reggente della Regione Lolli A settembre è previsto un incontro con i sindacati per firmare un accordo

ISOLA DEL G.S.. C’è una speranza per la cinquantina di operai licenziati dalla Crudi d’Italia di Colledara che non sono riusciti a ricollocarsi.
Molti di loro sono rimasti senza lavoro, visto che lo stabilimento ora gestito da un’altra azienda ha riassorbito solo alcuni degli 80 dipendenti del “vecchio” prosciuttificio in concordato preventivo. E ormai sta scadendo loro anche il periodo di mobilità. Ma viene in soccorso la Lazzaroni.
Si è svolto nei giorni scorsi un incontro fra il proprietario della Lazzaroni Domenico Iannamico e il presidente reggente della Regione, Giovanni Lolli, in cui si è discusso di attingere al bacino dell’ex Crudi d’Italia per fare le assunzioni legate al contratto di sviluppo che vede protagonisti il biscottificio e la Regione Abruzzo. Il contratto di sviluppo, che si basa su investimenti dell’azienda ma anche su fondi distribuiti dalla Regione, prevede infatti 50 assunzioni. Ovviamente c’è anche di raccordare le assunzioni all’eventuale flusso di dipendenti del gruppo verso la sede di Isola causato dalla possibile chiusura dello stabilimento di Pretoro. Comunque sia, a settembre le parti si incontreranno insieme ai sindacati per stilare un accordo sulle assunzioni.
In realtà la Lazzaroni, nel corso di questi anni, ha già assunto qualche ex operaio della Crudi, mentre qualcun altro ha trovato nel tempo posto altrove. La “Crudi d’Italia” ha dismesso nel 2014 la sede aperta nel Duemila. Successivamente il moderno stabilimento di Colledara è stato acquisito da Sandro Potenza, che però non ha riassunto tutto il personale. Conseguente una serie di cause davanti ai giudice del lavoro che sono finite con un accordo fra la Crudi e i lavoratori.
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