La Lega spara a zero su Antonetti: «Sembrava Cetto La Qualunque»

D’Eramo: «Un “parvenu” della politica non può darci lezioni, e la sua campagna è stata disastrosa Non ci vuole al suo fianco? E noi non gli riconosciamo il ruolo di leader dell’opposizione in consiglio»
TERAMO. La risposta della Lega a Carlo Antonetti non si è fatta attendere. E, come si poteva prevedere, sono arrivate bordate da parte del sottosegretario e coordinatore regionale del Carroccio Luigi D'Eramo. Quest'ultimo, in una lunga conferenza stampa tenuta ieri a Teramo, ha respinto al mittente le accuse dell'aspirante sindaco Antonetti che ha pubblicamente scaricato sulla Lega la responsabilità di aver spianato la strada della vittoria al centrosinistra al primo turno delle comunali.
LA CORRETTEZZA. «È una ricostruzione di scarsissima qualità, sia dal punto di vista tecnico che politico», ha detto D'Eramo, «ed è un tentativo tristissimo di provare a scaricare da se stesso tutte le colpe di una campagna elettorale disastrosa. Non permetto a un "parvenu" della politica di accusarci di azioni scorrette e di voto disgiunto. Potrei querelare Antonetti, ma non lo farò. Non amo perdere tempo. Nessuno può mettere in dubbio la correttezza della Lega, che ha comunque portato avanti la candidatura lacunosa di Antonetti nonostante avessimo proposto alla coalizione la figura di Pietro Quaresimale, sul quale non si è trovata la quadra. Nella sua campagna elettorale Antonetti si concentrava sulla difesa del timballo, come se fosse Cetto La Qualunque (personaggio grottesco interpretato dall'attore Antonio Albanese, ndc). Esprimo solidarietà a Paolo Gatti e a Futuro In, anche loro ingiustamente criticati da Antonetti. Avevamo proposto di trovare un secondo candidato sindaco, in modo da avere un'elezione a quattro e sperare almeno in un ballottaggio, ma non c'è stata la volontà di correre separatamente da Antonetti».
I MOTIVI. Nell'analizzare i motivi che a Teramo hanno portato alla sconfitta alle elezioni comunali D'Eramo li ha racchiusi in tre punti: «La costruzione di un centrodestra anomalo, che non è stato compreso dagli elettori; un candidato sindaco sbagliato, per il quale in ogni angolo della città ho ricevuto critiche; un programma debole e che non ha reso credibile la candidatura di Antonetti». A proposito della volontà espressa da Antonetti di non volere la Lega al suo fianco tra i banchi dell'opposizione, D'Eramo ha replicato: «È un atto di arroganza e che mi suscita soltanto vergogna. Antonetti si è lasciato andare a una frase grave e brutta. La Lega parlerà con tutti e lo farà anche con lui. Dopo queste affermazioni, però, è del tutto evidente che la Lega non riconoscerà ad Antonetti la leadership dell'opposizione del centrodestra in consiglio comunale».
LA PROVINCIA. Il discorso si è spostato sull'elezione del presidente della Provincia Camillo D'Angelo per la quale, secondo Antonetti, ci sarebbe stato un ruolo decisivo proprio della Lega. Anche su questo la risposta di D'Eramo è stata dura: «È paradossale che un candidato come Antonetti, che viene da una storia di sinistra ed è stato proposto da un partito di sinistra (il riferimento è ad Azione, ndc), accusi la Lega di avere rapporti con la sinistra in Provincia. Siamo alla follia. La Lega esprime un vice presidente (Jwan Costantini, ndc), con un presidente che invece è civico».
VERSO LE REGIONALI. In vista delle elezioni regionali del 2024, infine, il sottosegretario del Carroccio ha sottolineato: «Porteremo avanti ogni sforzo per spiegare tutto il grande lavoro che la Lega, la coalizione di centrodestra e Marco Marsilio hanno fatto in questi anni. Azione deve stare nel centrosinistra. Non si potranno commettere gli errori fatti qui a Teramo. La Lega stopperà ogni ipotesi di alchimie politiche e allargamenti a partiti che nulla hanno a che vedere con il centrodestra».
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